sette spose

Archive for aprile, 2011

Tieni vivi i tuoi ricordi con il guestbook di matrimonio!

“Accessorio” nato in sordina, il guest book (o semplicemente il libro dove gli invitati a un matrimonio lasciano i loro pensieri e ricordi di questa giornata agli sposi) sta diventando un elemento immancabile nelle nozze in agriturismo come quelle in sfarzosi castelli.

Sono quaderni  semplici ed essenziali o album eleganti e ricchi di decorazioni; possono contenere fogli colorati o foto scherzose a seconda dello stile scelto per il matrimonio e dalla location dove si terrà il ricevimento.

Mi ha molto colpito quello con i pezzi di puzzle: mi sembra un’idea spiritosa e originale per ricordi da legare tra loro e non perdere nel tempo. Carina anche l’idea delle piccole buste che nascondono un cartoncino: una soluzione elegante che permette agli ospiti di condividere solo con gli sposi il proprio pensiero. E quanto è romantica l’idea dei bigliettini appesi con piccole mollette?

Le proposte che si trovano in rete sono varie e ben congeniate, facili da riprodurre: collage di foto e ricordi che si manterranno vivi anche a distanza di anni.

Basta un angolo del giardino, uno spazio sul tavolino dove saranno sistemate le bomboniere o un piccolo leggio vicino al tableau per creare un luogo raccolto e intimo dove ogni ospite potrà lasciare nero su bianco il proprio pensiero (serio o scherzoso) agli sposi.

Chiara

Ps: Cosa ho fatto io?

Non conoscevo il guestbook e mi sono sentita un grande genio quando ho pensato di lasciare un album in carta di riso in un angolo del giardino: i ricordi e le scritte a mano portano con sé – anche a distanza di anni – molte emozioni …

Per le foto:

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Ultimi preparativi reali:numeri, partecipazioni, invitati e… la “regale”disposizione in chiesa

Mentre la maggior parte degli inglesi si prepara a godere il giorno di vacanza davanti allo schermo o in un pub per festeggiare il matrimonio reale, in molti stanno chiedendo la chiusura delle strade per ospitare street parties per l’occasione, con lunghe tavolate per mangiare e bere tutti insieme nella propria comunità. Solo a Londra, le richieste sono più di 800! 400 sono invece le persone assegnate dalla CNN per coprire l’evento (quando per lo tsunami in Giappone ne erano state inviate solo 70!).Insomma, sarà sicuramente una giornata di particolare confusione.

Ma nel frattempo stiamo anche assistendo agli ultimi preparativi dei due sposini che dicono di aver scelto l‘Abbazia di Westiminister per la sua intimità e bellezza e non per la grandezza e gli oltre 1000 anni di storia reale.

Dei quasi 2000 invitati solo 1000 avranno la possibilità di sedere nella parte anteriore dell’abbazia, mentre i restanti 1000 non potranno godere adeguatamente della cerimonia a causa della loro posizione!

Ma partiamo dalle partecipazioni: lettere dorate per i 1.900 inviti spediti a nome della Regina Elisabetta in giro per il mondo, a re e leader di associazioni caritatevoli, ad amici e familiari, a personalità dello spettacolo e a politici di ogni continente. L’invito – oltre a riportare ovviamente data, luogo ed ora del matrimonio – aggiunge anche un “Dress code”: uniforme militare molto gradita, per chi la può indossare!

Seicento invitati avranno l’onore di partecipare ad un ricevimento nell’Abbazia e la metà di questi parteciperà anche alla cena organizzata dal Principe Carlo a Buckingham Palace.

Tra questi invitati non compaiono gli ex primi ministri Blair e Brown mentre troveranno posto celebrità quali Victoria e David Beckham (con cui il principe William ha lavorato per proporre la candidatura dell’Inghilterra per la World Cup del 2018), Joss Stone, Sir Elton John naturalmente con il suo compagno, Guy Ritchie – il Mrs Madonna – e ovviamente anche Mario Testino, il fotografo autore delle migliori foto del principe ma sopratutto della madre Diana.

Nota simpatica è poi l’invito a Rowan Atkinson, amico del Principe Carlo e famoso anche per il ruolo di vicario pasticcione nel film “Quattro matrimoni e un funerale”.  Speriamo non sia un particolare premonitore… o ne accadranno delle belle! ;)

Infine la tradizionale disposizione degli invitati in chiesa non sarà rispettata: invece di un lato per la sposa e uno per lo sposo, si avranno i familiari di Diana e di Kate tutti insieme da una parte , mentre gli amici dei Middleton saranno fatti accomodare dall’altro lato, lontani dalla famiglia reale.

La Regina e la Famiglia Reale siederanno nella lanterna nord, mentre i Middleton nella lanterna sud opposta a loro e più vicina agli sposi. Disposizioni un po’ particolari e fuori dal comune, ma è niente… per un evento tanto eccezionale!

Giorgia

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A passo ritmato verso l’altare

Tra i milioni di dettagli che vanno definiti quando si è alle prese con l’organizzazione di un matrimonio, ce ne sono alcuni che, a pensarci a mente lucida (ovvero, mesi se non anni luce dopo la fine della fase-preparativi-di-nozze), fanno davvero sorridere. Ad esempio: quante ore può passare una coppia di futuri sposi a decidere, con serietà e gravità da occasione solenne, il colore del fiore che andrà a decorare la sedia per la tavola del ricevimento? Decisamente troppe, se si decontestualizza l’annosa scelta.

C’è un altro dettaglio (che per alcuni sposi è così importante da essere causa di ansia pre-matrimoniale da manuale), poi, che viene studiato, analizzato fino allo sfinimento: come deve avvenire l’ingresso in chiesa (o in municipio, o nel giardino della villa, o qualunque sia la location dove pronuncerete il vostro sì-lo-voglio)? Esattamente: giornate intere a cercare le istruzioni per l’arrivo della sposa all’altare.

 Innanzitutto, state tranquilli: a parte alcune regole dettate dal galateo (che stabilisce dove si debbano accomodare i parenti della sposa, quale sia il posto dei parenti dello sposo e  l’ordine di ingresso di testimoni, paggetti e damigelle), per il resto è piuttosto facile. Il padre della sposa (o la persona che la sposa avrà scelto per essere accompagnata all’altare) farà scendere la donzella dalla macchina che arriverà alla cerimonia con quel quarto d’ora accademico di ritardo che fa tanto suspance (arriverà? Non arriverà?). Poi, insieme, dopo avere, nell’ordine, sistemato i capelli, riordinato il velo, lo strascico, l’acconciatura e gli accessori, controllato eventuali colate di mascara causa piantino in auto, padre e sposa si avviano verso il futuro sposo in trepidante attesa.

E qui, un consiglio: dimenticate tutto quello che avrete letto nei giorni precedenti le nozze. Dai suggerimenti del bon ton sull’andatura ritmata e unisona di padre e sposa alle discussioni più fantasiose che troverete nei forum sul matrimonio (ce ne sono alcune davvero esilaranti…), perché se vi concentrerete troppo su un modo di camminare che non vi appartiene… il capitombolo potrebbe essere davvero a portata di piede!

Vedrete che in men che non si dica, sposa e sposo si troveranno l’una accanto all’altro davanti al celebrante, e a fatica la sposa, nei secoli dei secoli, cercherà di ricordare lucidamente quale cavolo di andatura ha adottato per raggiungere l’altare!

Per le foto:

Francesca

 

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Il matrimonio indie

Con il termine indie non ci riferiamo né a un matrimonio celebrato a Calcutta né a uno celebrato in una Riserva. Indie è la contrazione di independent e se nel campo musicale essere indie vuol dire non fare parte della cultura mainstream e cercare di fare musica tenendosi abilmente al di fuori delle grandi corporations, declinato nell’universo del matrimonio può essere associato a tutti i matrimoni organizzati cercando di fare da soli il più possibile, non solo nel tentativo di risparmiare ma anche e soprattutto per creare un atmosfera meno formale, limitando le incursioni nella tradizione.

Ma, in pratica, che vuol dire? Vuol dire operare delle scelte precise, a partire da quella della chiesa, a quella del vestito, del numero di invitati eccetera. Vuol dire non farsi incantare dall’invitante richiamo dell’Industria del Matrimonio che ci impone di imboccare per forza alcune strade. Vuol dire scegliere di non rappresentare lo stereotipo della sposa nevrastenica che arriva al matrimonio convinta che l’obiettivo sia la perfezione. Vuol dire pensare al giorno del sì come a un giorno di festa, di armonia con le persone che ami.

A me sembra una prospettiva niente male, voi che dite? Ad esempio trovo molto bello scegliere di sposarsi nella chiesa del proprio quartiere, quella in cui si è cresciuti, piuttosto che in una chiesa “famosa” che finisce col diventare solo un palcoscenico.

Un’altra idea potrebbe essere organizzare una cena a buffet invece che seduti, in modo da non esaurirsi la notte prime delle nozze con il gioco delle coppie e, allo stesso tempo, facilitare agli invitati la conoscenza reciproca dando loro la possibilità di conquistare lo spazio che li circonda. Stessa leggerezza per il menù: piatti delicati e di stagione non faranno venire voglia ai vostri ospiti di trovare la prima sedia libera.

Il numero di invitati? Solo le persone che davvero fanno parte della vostra vita. Sì ai colleghi (quelli che se lo meritano però), no agli zii-degli-zii-degli-zii che non vedete da 15 anni. È inutile invitare 200 persone e poi non trovare il tempo di stare insieme alle persone che davvero per voi contano. E già che ci siete: pensate a qualcosa che animi la festa e che renda speciale questo giorno anche per gli altri.

La location? Un posto non vale un altro, ormai dovreste averlo capito. Noi abbiamo detto la nostra: giardini, musei, laghi, parchispiagge e addirittura tram… tutto pur di evitare che il ricevimento si trasformi in un bagno di noia.

Il vestito? Eccentrico, sobrio o in perfetto stile meringa purché rispecchi quello che siete e che per averlo non dobbiate impegnare in anticipo tutte le cornici d’argento che riceverete dopo le nozze. Una sposa veramente indie salverebbe dall’oblio l’abito da sposa della mamma e lo trasformerebbe nell’abito dei suoi sogni.

Le bomboniere? Se proprio non resistete a questa tentazione anche su questo aspetto noi ci siamo sbizzarrite: da quelle da mangiare, a quelle mini mini, a quelle fai-da-te da sfogliare.

Anche il viaggio di nozze può essere indie. Mettendo da parte l’agenzia potreste organizzare da soli un magnifico viaggio on-the-road dove più vi piace. La differenza? Il piacere di organizzarlo da soli sta tutto qui, nell’idea che il viaggio inizi da casa, con la ricerca degli itinerari e delle rotte da seguire, tappa dopo tappa, finché finalmente arriverà davvero il momento di fare le valigie.

Insomma, il matrimonio indie non è un’illusione, è una possibilità. Anzi, ci offre tante possibilità. Possibilità di non trasformarci in quello che non siamo. Sta a ognuna di noi scegliere quando dire «questo è troppo».

Alessandra

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Buona Pasqua…

… da SetteSpose!

Alessandra, Alice, Carlotta, Chiara, Francesca, Giorgia ;)

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Tutti a bordo… parte il matrimonio in riva al mare!

Nel 1972 un giovane e aitante (nel senso che ne aveva tante di ragazze all’epoca!) Claudio Baglioni intonava con la sua chitarra le note di Questo Piccolo Grande Amore. “Un bacio a labbra salate, il fuoco quattro risate e far l’amore giù al faro…”. Una canzone che abbiamo cantato tutti nelle estati in compagnia degli amici al mare, magari intorno ad un falò o nella pineta a prendere il fresco. I primi amori di tutti i giovani sono sbocciati sulle note di questa canzone che ricorda in ogni suo verso il mare e la serenità dei primi amori.

E forse sarà questa serenità che oggi fa scegliere e organizzare a molte coppie i loro matrimoni in riva al mare al tramonto con spiagge di sabbia chiare al lume di candela. Che cosa c’è di più romantico di un matrimonio sulla spiaggia con la complicità degli amici, della brezza e del rumore delle onde che si infrangono sulla riva?

Per chi volesse organizzare una cerimonia di nozze in riva al mare do qualche consiglio utile… almeno per non arrivare impreparati quel giorno.

Come vestirsi

Tutti gli invitati dovranno indossare abiti di lino color chiaro, non sono graditi né smoking, né gessati. Come scarpe si potranno usare delle comode e pratiche infradito, perché tanto camminare sulla sabbia con i tacchi alti o le scarpe di cuoio è una sfida persa in partenza.

Cena o buffet?

Io direi rigorosamente buffet, così la gente potrà essere libera di muoversi e divertirsi e non essere così costretta in quelle etichette troppo rigide che impongono le cerimonie classiche. Organizzerei in punti sparsi della spiaggia dei mini salottino fatti di bambù vimini e cuscini bianchi poggiati direttamente a terra per tutti coloro che vorranno appartarsi per le chiacchiere tra amici, o per i gossip di convenienza.

Menù

Il menù di un matrimonio in riva al mare dovrà essere ovviamente solo ed esclusiva mete a base di pesce dall’antipasto al dolce….o meglio si può optare per un torta che ricordi la spuma del mare o le conchiglie che raccoglievamo da bambini.

Per finire…

Alla fine della cerimonia per rendere tutto ancora più romantico la neocoppia potrà “navigare” su una piccola barchetta da pescatori per un brindisi intimo in mezzo al mare….

Dite che questo è troppo naif anche per noi di 7spose? No assolutamente, e poi come cantava Little Tony nel 1980: Mare profumo di mare, con l’amore io voglio giocare, e’ colpa del mare del cielo e del mare.

Fonti:

Carlotta

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Pianetadonna e… le ansie prematrimoniali

Il periodo dell’organizzazione del proprio matrimonio è quasi sempre caratterizzato caratterizzato da dubbi ed ansie, legate a diversi aspetti. La paura di aver fatto delle scelte sbagliate, in merito all’abito, al locale, alla scelta degli addobbi e quant’altro, può gettare nello sconforto tante spose, e tanti sposi. L’ansia sale alle stelle man mano che la data delle nozze si avvicina, vuoi per lo stress che si accumula, vuoi perchè tutto si fa più concreto e reale, e si ha una percezione in maniera più definita.

Paure? No, grazie!

Il vestito è quello giusto? La chiesa e il locale sono troppo distanti? Il menu piacerà a tutti? Le bomboniere sono troppo striminzite? Si ballerà o non si ballerà? Le domande potrebbero essere infinite cosi come le ansie e gli eventuali ripensamenti. Non fatevi assalire dai dubbi, concentratevi su di voi.

No panic! Il rimedio principale a questo tipo di ansie sta a monte, sta nel fare delle scelte oculate e ben ponderate man mano che si procede con le prenotazioni.  Se ciò che avete scelto vi faceva impazzire, se non avevate occhi e pensieri se non per quello che avete poi effettivamente prenotato, allora state serene e tranquille, non avete di che preoccuparvi.

Il consiglio che do sempre è quello di fare delle scelte in base a ciò che davvero rispecchi la coppia ed i loro gusti, solo in questo modo potrete essere certi che quello che  avete prenotato, che metterete in scena il giorno del vostro matrimonio, è davvero corrispondente a voi.

Vi possono poi essere delle ansie di tipo ‘psicologico’: la vita che cambia diventando una coppia, formando una famiglia, la nuova casa, il cambio di zona o magari di città, la vita a due, le responsabilità, la routine. Su questo purtroppo non può aiutarvi una wedding planner, però state certi che se amate profondamente l’uomo o la donna che state sposando, il vostro futuro, tutto il nuovo che verrà sarà radioso, perchè c’è il forte sentimento che vi lega a fare da collante, il seme della vita insieme.

Staccare un po’ la spina, rilassarsi, prendersi qualche giorno di vacanza, approfittando magari di qualche festività,  puo’ aiutare ad allentare la tensione e farvi ripartire con il piede giusto, con maggior carica ed entusiasmo verso la vostra meta.

State comunque certi che il giorno del vostro magico “sì” tutte le tensioni si scioglieranno come neve al sole, la felicità, le emozioni gioiose prenderanno il sopravvento, cosi come è naturale che sia.

Valeria Alchirafi di Sposa e matrimonio

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