Max Gazzè
Francesca
Max Gazzè
Francesca
Questa mattina girovagavo su Twitter ed ho visto il caro Saturnino retweetare questo dolce messaggio: “Andare in comune per pre-sposarsi ascoltando “Ti sposerò” di @lorenzojova @Saturnino69……il 01/10/2011 la conferma!!!”. Da qui mi è venuto in mente che negli ultimi matrimoni questa canzone l’ho sentita molto spesso come altre canzoni di Lorenzo, dei Negramaro, dei Negrita, dei Tiromancino, di Daniele Silvestri e chi più ne ha più ne metta.
Giorgia
Vi voglio raccontare un matrimonio a cui sono stata qualche tempo fa. Un matrimonio classico, senza fronzoli, senza “intemperie emozionali”: le nozze di Charlene e Alberto di Monaco al confronto erano un vero spasso. Eravamo nel bel mezzo della cena e…oplà: le luci si spengono, la gente vocifera qualcosa e all’improvviso il centro della sala si riempie di ballerini! No, che dico: erano ballerine, no aspetta erano gli amici degli sposi che avevano organizzato a loro insaputa la più strampalata coreografia di danza matrimoniale mai vista.
Un matrimonio neo classico può diventare ad un certo punto una danza sfrenata, un gioco di passi e di movimenti. Abbandonando l’idea del primo ballo degli sposi – che poi diciamocela tutta, ma chi balla più il valzer oggi giorno? – è possibile rivivere le scene di un film come Flashdance o meglio la famosa battuta di Dirty Dancing “Nessuno può mettere Babe in un angolo?”
Ebbene sì, cari sposi, per iniziare con i giusti passi il vostro matrimonio la cosa migliore è prendere lezioni di ballo, scegliere una canzone e improvvisare una coreografia con i vostri amici. Oppure perché non dedicare un ballo alla sposa o allo sposo? Si può fare no?
Io lo farei anche perché vedere la faccia dei suoceri che pensano “Ma chi si sta sposando?” vale almeno tutta la fatica di prendere lezioni di foxtrot!
Carlotta
Sembrerebbe un’operazione banalissima. Ma, in pratica, è una delle imprese titaniche alle quali vengono sottoposte le coppie di futuri sposi nelle ultime settimane prima delle nozze: la temibile DISPOSIZIONE DEGLI OSPITI AI TAVOLI. Che si tratti parenti di primo, secondo, terzo grado, di colleghi di lavoro, di ex fidanzati con prole o della comitiva del mare (quella che “ma come facciamo a non invitarla tutta in blocco!?”), decidere con serenità come farli accomodare a tavola è pressochè impossibile.
Nell’ordine, si possono porre le seguenti questioni insormontabili:
1. tutti vorranno essere i più vicini al tavolo degli sposi. Anche detto: “ma perchè quelli sono più vicini agli sposi di noi?”. Se non volete posizionare il vostro tavolo al centro esatto di una sala perfettamente circolare – possono contare anche pochi millimetri di disallineamento! – la scelta va fatta di istinto. O, al contrario, seguendo delle calcolatissime regole dettate da un mix di bon-ton, diplomazia, arte politica e menefreghismo puro. Capiranno (forse).
2. come evitare di creare combinazioni esplosive a tavola: ovvero, mai far sedere due ex con nuove fiamme vicini vicini… si potrebbero vivere momenti di panico in stile “Quattro matrimoni e un funerale” (senza la simpatica presenza di Hugh Grant!)
3. tentare di dare una botta al cerchio e una alla botte, soprattutto quando si tratta di comitive numerose di amici inseparabili che vorrebbero ardentemente trascorrere una serata tutti allo stesso tavolo. Bisognerà tentare la sorte e provare a disporli in modo equilibrato in più di una tavolata oppure, se volete tentare il colpaccio, disseminarli a coppie tra i diversi tavoli, per non fare torto a nessuno!
4. ricordare a memoria tutti i potenziali di criticità dei vostri ospiti. Ovvero: sapere che lo zio sfegatato milanista con santino di Gullit nel portafogli forse non è il caso di metterlo accanto al cugino interista, con abbonamento-intera-rete e battutaccia pronta nella manica. O, anche, che la zia zitella che ormai non è nemmeno lontanamente in età da marito non dovrebbe sedere accanto alla vostra amica del cuore neo-sposa, con fede nuova di pacca e tanti racconti da luna di miele da snocciolare durante il ricevimento. Provare per credere!
Insomma, se proprio non riuscite ad evitare proprio tutti i problemini di cui sopra, potete sempre buttarla sulla risata e puntare all’allestimento di un tableau mariage divertente. Della serie: se non siete nella tavola che avete sempre sognato, fatevi una risata che vi seppellirà!
Francesca
Visto che se ne è parlato… se vi va… SetteSpose è anche sul numero 9 di Brand Care Magazine (a pagina 22). Buona lettura!
Oggi vado dritta al punto. Che ne pensate dell’intimo sposa vintage? Intendetelo pure come volete, che sia l’intimo della nonna, (la vostra!) della mamma o della lontana zia che vi ha lasciato in eredità il corredo di famiglia, per intimo vintage intendo tutto quel tripudio di bustini, corsetti, mutandoni, pizzi e trasparenze che alterna al color carne, il nero e il bianco latte.
Io, ovviamente, lo adoro! Navigando alla ricerca di foto da proporvi ho trovato anche un sito dove si possono acquistare completi intimi di ispirazione vintage. Il sito si chiama Pin Up Store e vende online dall’Italia. Premetto che non amo il Burlesque, ma per chi fosse appassionata di questo genere ci sono anche molte idee per un abbigliamento da vera pin up! Prendo in prestito da questo sito alcune foto, perchè credo siano le più interessanti per l’intimo sposa vintage che piace a me!
Lo trovo davvero sensuale e ironico, mi piace molto. Non credo che un uomo resti deluso da una sposa che sfoggia un completino intimo di questo genere! Tutt’altro! Un punto vita da vespa, delle stecche forse poco comode ma che regalano delle forme morbide e burrose.
Ho trovato diverse foto, mi sono piaciute e le ho raccolte qui sopra, le fonti sono:
Se poi, l’argomento “matrimonio Vintage” vi interessa, c’è una rubrica dove raccogliamo tutti i post e le idee per le spose che vogliono avere un profumo vintage nel loro matrimonio… la rubrica Matrimonio Vintage!
Alice
Documentandomi in tema di matrimoni, mi sono ritrovata a concordare perfettamente con quest’articolo di Cara Davis esperta di matrimoni, nonché autrice di “Modi economici per Sposarsi” (Cheap Ways to Tie the Knot) e del blog CheapWaysTo.com.