Quando ho letto per la prima volta di questa mostra itinerante ne sono rimasta affascinata. Il concetto dell’artista è quello di raccogliere in giro per il mondo elementi che ricordino, appartengano o sintetizzino relazioni ormai distrutte.
Nato in Croazia e premiato come il progetto museale Euroepeo più coraggioso e innovativo del 2011, la mostra ha fatto già un bel giro del mondo approdando adesso anche a Londra e prendendo posto in due sedi (Tristan Btes Theatre e Earlham Street 38) nella magica zona di Covent Garden L’idea è geniale: “Il museo offre la possibilità di superare un collasso emotivo tramite la creazione: contribuendo alla collezione stessa.” “La nostra società ci obbliga a festeggiare pubblicamente matrimoni, funerali e lauree ma ci nega qualsiasi formale possibilità di un riconoscimento per la fine di una relazione nonostante le forti conseguenze emotive.”
L’atmosfera che si respira nel museo è tra il sacro (dato probabilmente dallo stupore e dal rispetto per i sentimenti in mostra) ed il familiare perché ci si è già trovati o comunque ci si sente confortati dal vedere tante storie simili o peggiori rispetto al proprio vissuto.
A parte il bell’allestimento, gli oggetti consegnati al museo unitamente alle loro storie sono vari: da bomboniere a biciclette, da scarpe a cartoline, mutande, foto, addirittura lastre! Insomma c’è di tutto e se spesso si leggono parole di rancore, altre volte si leggono semplici constatazioni di storie che non potevano funzionare.
E’ proprio vedendo questa mostra toccante che ho pensato “certo, ci vorrebbe anche una mostra sugli amori infiniti a questo punto! Quante coppie stanno insieme per anni ed anni nonostante distanza, difficoltà e mille avventure? Questi si che sono episodi rari, da osservare e studiare attentamente al nostro tempo!”
Voi quale oggetto donereste a rappresentazione della vostra storia d’amore?
Giorgia