Settespose oggi aderisce al blogging day per Rossella Urru,
giovane cooperatrice italiana, da ottobre ostaggio di un gruppo terrorista nel sud dell’Algeria.

Rossella è stata rapita nella notte tra il 22 il 23 ottobre 2011 insieme a due sue colleghi spagnoli nel campo profughi di Rabouni al confine tra Algeria e Mauritania, dove vivono i rifugiati Saharawi, l’unico popolo africano a non aver ancora ottenuto il diritto all’autodeterminazione. Ad oggi, nonostante l’interesse della Farnesina, non ci sono nuovi contatti con i rapitori né chiarezza sui loro obiettivi. I media hanno progressivamente diluito l’attenzione sul suo rapimento e ormai nessuno può rassicurare la famiglia di Rossella sulle sue condizioni.
Il suo lavoro come cooperatrice dell’ONG CISP consiste nel miglioramento della pianificazione e distribuzione degli aiuti umanitari nei campi profughi. Rossella insomma verifica e supervisiona l’intero ciclo degli aiuti umanitari. Medicine, viveri, ma anche la solidarietà nelle sue manifestazioni più sottili e quotidiane. Sfidando tutto: una cultura diversa, una povertà che non conosciamo, la diffidenza di chi è abituato a sentirsi abbandonato, la difficoltà di farsi percepire come degli attori neutrali in uno scenario devastato dagli schieramenti etnici, politici e religiosi. Un lavoro delicato e prezioso, c’è bisogno di dirlo. Un lavoro per cui Rossella ha lasciato la sua terra e i suoi affetti. Per cui innanzitutto ha studiato, con tutta la passione e la determinazione che una missione del genere può richiedere.
Le testimonianze sul sito creato dalla sua famiglia raccontano di lei, del suo lavoro. Ma lì ha trovato spazio anche la voce di chi non l’ha mai conosciuta, di chi in questi mesi ha sentito gli appelli per farla tornare a casa, in sicurezza. Di chi la immagina spaventata, sola e stanca.
Rossella è preziosa. Non solo perché si è laureata con lode o per il coraggio di scegliere il lavoro che ha scelto. Fosse stata anche meno brillante o meno motivata, non farebbe alcuna differenza. Rossella DEVE tornare a casa. Deve avere la possibilità di continuare a vivere, a scegliere, a lavorare. Deve poter seminare ancora la sua determinazione.
Ecco alcuni link dove potete leggere di lei e delle iniziative per la sua immediata liberazione.

+ Il post viola
+ Il Tg3
+ Fiorello
+ Progetti Educativi
Potete a vostra volta condividere un appello sul vostro blog o sul vostro profilo fb. Per contribuire tramite twitter: hastag #freerossella e #freeRosellaUrru
Alessandra






















