sette spose

Archive for giugno, 2012

Tre future spose in ufficio: bisogna festeggiare!

Per mia immensa fortuna nel nuovo posto di lavoro ho ben 3 future spose, più o meno tutte a due settimane di distanza l’una dall’altra, ad iniziare dalla prima che si sposerà tra poco meno di un mese.

Inutile dirvi che in ufficio e’ tutto un parlottare di preparativi, inviti, regali, tasting di vini, menu, dolci e c’è un via vai continuo di consegne di regali e materiali per il grande giorno.

Per festeggiare i 3 avvenimenti la scorsa settimana l’ufficio ha deciso di organizzare un “hen party” nella migliore delle tradizioni inglesi: velo e bacchetta magica per le spose e bus per portarci verso una notte senza fine. Dal rinfresco e la vestizione delle spose avvenuti in ufficio si è passati a un famoso club di Londra fuori dal quale ci aspettava il Go Bananas Bus che potremmo tradurre con “esci fuori di testa”!!! Fornito di luci, stereo e karaoke ci ha accompagnato in giro per la città e in 3 diversi club del centro.

Nel primo abbiamo ci siamo scaldate con qualche drink mentre gli schermi trasmettevano la quotidiana partita degli Europei (purtroppo il periodo dell’anno non è dei più fortunati per andare in clubs e pubs) ma già nel secondo con musica live ci siamo scatenate e le spose hanno ballato e attirato l’attenzione di tutti. Verso le 22 il bus è tornato a riprenderci per portarci alla nostra ultima destinazione, lo Sway, aperto fino alle 3 di notte.

Nel bus, oltre a cantare e ballare, abbiamo potuto portare tutti i drink che volevamo: potete immaginare il grado di devastazione e “degenerazione” raggiunto nella serata… Ma ci sposa una volta sola, no?

Le spose – come potete vedere! – sono state degne della loro festa, si sono divertite, sono state al gioco e soprattutto sono arrivate a casa sane e salve. La festa è stata un successo e tutti ne sono rimasti entusiasti! Io personalmente non ballavo cosi tanto da anni :)

Giorgia

 

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Tra il dire e il fare c’e di mezzo….

Scopro in questi giorni che è una tendenza molto diffusa in UK quella di ritardare o non fissare proprio il giorno delle nozze dopo la fatidica proposta.

Sembra insomma venir a galla un piccolo disagio sociale soprattutto tra le future spose… Questo “future” spose sembra protrarsi ultimamente sempre più comunemente per anni!!! Insomma, esisterebbero generazioni di donne illuse dalla proposta di matrimonio ed in trepida attesa di una data che non sembra arrivare.

Apparentemente gli uomini si sono fatti furbi e sembra abbiano deciso di semplificarsi la vita, chiedendo le fidanzate in spose, ma poi lasciandole per anni senza un giorno fissato e in attesa di una data. Che ci siano problemi di soldi, di lavoro o… solo nuove insicurezze da parte degli uomini, questo sembra un trend sempre piu diffuso.

E voi quanto avete aspettato prima di fissare la data?… O state ancora aspettando???

Comunque la soluzione sembra esistere: parlare, confrontarsi, chiarire dubbi e conoscere anche le aspettative dell’altro per poi decidere di programmare, se non proprio il matrimonio, almeno una data in cui iniziare a pianificarlo.

Giorgia

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Guestbook originali, pensieri indelebili

Chi al liceo non aveva un diario stracolmo di scritte e dediche delle amiche? Chi non ha mai lasciato almeno una firma sul quaderno all’uscita di un museo? C’è chi ne tiene uno all’ingresso per gli ospiti di passaggio! Il Guestbook matrimoniale, una delle tradizioni più carine e sicuramente più facili importate dall’Inghilterra, è semplicemente questo: uno spazio in cui il giorno delle nozze gli invitati possano lasciare il proprio augurio agli sposi.

Di solito è un librone elegantemente rilegato e personalizzato con i nomi degli sposi, da collocare strategicamente accanto al tableau o da far girare per i tavoli durante il pranzo. Pagine immacolate da riempire con schizzi, citazioni, pensieri e disegni per lasciare alla coppia un ricordo indelebile e personalissimo.

Spulciando in giro ho trovato molte soluzioni alternative al classico quaderno, originali e realizzabili anche da sé. Qui ve ne propongo 6.

  1. Per sposi bambini: una grande foto della nuova coppia stampata sotto forma di puzzle con tanti pezzi quanti sono gli invitati. Ognuno scrive il proprio augurio sul retro di un tassello del puzzle, pescandolo in una bolla di vetro che li contiene tutti. Solo dopo, ricomponendo la foto, gli sposi avranno una visione d’insieme di tanto affetto…
  2. Per sposi pratici: il guestbook prende le sembianze di un oggetto da personalizzare. Puo’ essere qualunque cosa: un vaso di ceramica, un piatto, piccoli sassi levigati che insieme andranno a comporre un elemento decorativo, una stoffa da usare come un’originale tovaglia, una tela bianca da imbrattare di messaggi e appendere in casa, ecc.
  3. Per sposi vintage: la mia soluzione preferita! Su un tavolo appositamente allestito c’è una vecchia macchina da scrivere: è romantica, geniale, particolare, scenografica. Accanto, a disposizione degli ospiti, pile di fogli bianchi (con un “Scrivete qui il vostro messaggio per gli sposi” e un’intestazione ad hoc). Si prende il foglio, si inserisce nella macchina e si scrive… con il fascino del vecchio ticchettio e dei caratteri un po’ mangiati.
  4. Per sposi organizzati: uno schedario. A disposizione regolari schede, in colori particolari o con i nomi degli sposi, da compilare con il proprio messaggio e da depositare poi in uno schedario apposito sotto la lettera corrispondente al cognome – non siate disordinati!
  5. Per sposi scenografici: la dedica va scritta su un foglietto di carta da appendere a un ramo di un albero. I tralci che man mano si riempiono di foglietti colorati creano una scenografia d’impatto e decorativa (ma scomoda e ingombrante poi da conservare! Andrà smantellata e i foglietti diventeranno tasselli in un album…)
  6. Per sposi riservati: piccole bustine colorate disposte una accanto all’altra a comporre un grande quadro d’insieme o a occupare ordinatamente le pagine di un album. Dentro ogni bustina gli invitati ripongono il proprio bigliettino per lasciare agli sposi un messaggio anche personale, lontano da sguardi curiosi.

Spunti & immagini:

 

Michela

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Voglio fare la Wedding Planner! (?)

E’ domenica mattina presto (… troppo presto, per essere una domenica mattina…) e sono davanti a un Centro Congressi sulla Casilina. Mentre aspetto il mio Socio per la nostra insolita giornata, iniziano ad arrivare molte donne: sole, in compagnia di un’amica, giovani, più mature, serie con cartellina & pc o in tuta e occhi assonnati… sono davvero molte! Immaginavo una classe di poche persone, invece siamo 300. Siamo qui perché non perdiamo una puntata dei vari docu con Enzo Miccio, perché quando passa in replica il film con Jennifer Lopez lo riguardiamo, perchè in fondo siamo tutte romantiche…

Sta per iniziare la nostra giornata da Wedding Planner! Ci aspetta un Corso di 8 ore per curiosare in questo mondo. A fine giornata nessuno sarà un professionista ma qualche spunto in più per decidere se passare a un corso di cucina o se perseverare nell’intento l’avremo avuto!

Si comincia.

Nel WP devono convivere 3 anime: quella commerciale, quella gestionale e quella creativa. Freddamente, il WP è l’intermediario tra sposi e fornitori. Ma è anche molto di più. E’ lo Psicologo che accoglie confidenze e ansie della sposa. E’ il Pronto Intervento che risolve i drammi dell’ultimo secondo. E’ la Regia Artistica delle Nozze, capace di mettere in scena la soluzione perfetta. E’ un’Ombra discreta dietro le quinte che guida ma non invade, suggerisce ma non obbliga, risolve ma non si mostra. E’ il Salvatore che solleva le spose dallo stress di location sbagliate, fioristi incapaci e fotografi dilettanti. E’ l’Angelo Custode che rende quel giorno Indimenticabile.

Tra dibattiti e domande delle aspiranti WP, c’è tempo anche per una dimostrazione pratica. Un fiorista in mezz’ora di tempo assembla foglie, intreccia fiori e dà vita sotto i nostri occhi ad un bouquet compatto e elegante. Un bravo WP, in caso d’emergenza, deve saper fare anche questo!

La conferenza continua e i numeri sembrano scoraggianti: i divorzi sono aumentati e i matrimoni diminuiti, le convivenze cresciute, le disponibilità economiche si sono abbassate. Momento sbagliato quindi? Pare di no. Paradossalmente il giro d’affari legato all’organizzazione nuziale è amplificato: in un anno i matrimoni organizzati dai WP sono passati da 15.000 a 30.000, le agenzie da 500 a 2000 e – bando alla crisi! – l’Italia vanta la spesa media più alta d’Europa, circa 23.000 €uro per ogni matrimonio.

Si prosegue valutando le opzioni… agenzia propria? In franchising? Lavoro come dipendente? Certo è che gli aspetti su cui specializzarsi e i servizi da offrire al cliente sono tanti. Si parte dalle cose principali – location, catering, allestimenti floreali e abito – per proseguire con foto, partecipazioni, bomboniere, make up, fedi, musica, spettacoli a tema, fino ai tanti altri servizi “accessori”, dall’animazione per bambini agli angoli a tema, dalla confettata alle auto d’epoca, dai fuochi d’artificio al viaggio di nozze… Insomma, ogni servizio aggiunto è un tocco in più nelle nozze (e un guadagno per il furbo WP!)

Che altro? Il WP deve essere neutrale. Il matrimonio non è suo ma del cliente che quindi va assecondato… ahimè, anche se vuole abito rosso e colombe in volo durante il pranzo!

Insomma, a fine giornata so che il WP fa un lavoro impegnativo e stressante dove servono pazienza infinita, competenza e professionalità. Non è tutto incantato e glam come nei film: aiuto!!! Ma poi a casa mi metto a curiosare nella cartellina dove da sempre raccolgo immagini, ritagli e ispirazioni di nozze… e penso che in fondo per le questioni pratiche (per fortuna) c’è pur sempre il mio Socio… e tanto arriverà il momento in cui dovrò occuparmi di abiti e sfumature, no? ;)

Michela

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