sette spose

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La mamma della sposa (…indosserà il cappello?)

Seconda domenica di maggio: anche quest’anno è arrivata la Festa della Mamma ed eccolo qui, lo spunto per scrivere il mio pezzo! Spose, queste righe oggi sono dedicate alle mamme che vi hanno cresciute, amate, accudite, rimproverate, educate. E che ancora non hanno finito di faticare: preziose consigliere, fonti di sostegno e dispensatrici di consigli, dividono con voi gioie e ansie dei preparativi di nozze. E anche una volta arrivato il gran giorno, continuano a essere figure importanti: spetta a loro accogliere gli ospiti in chiesa, assicurarsi che tutto proceda per il meglio e fare gli onori di casa durante il ricevimento. Mentre voi sarete prese da auguri, baci e sorrisi, loro saranno le registe della giornata. Tra una lacrima e l’altra, naturalmente. E poi si sa che quel giorno, dopo gli sposi, è proprio la madre della sposa a essere al centro dei riflettori e dell’attenzione di tutti. E se la sposa dovrà essere la più bella, sua madre dovrà essere la più elegante. Quindi, niente azzardi o look stravaganti: la parola d’ordine (che poi dovrebbe valere per tutti e tutte – sempre) è Buon Gusto!

Poche e semplici regole. Per cominciare, vale (come per tutte le altre invitate) il NO al bianco e al nero per l’abito. No anche al troppo colorato, ai troppi lustrini, al trucco pesante, agli abiti troppo appariscenti. In breve: NO al Troppo. La mamma della sposa deve essere sobria e raffinata. Meglio evitare abiti ridicolmente corti così come quelli troppo lunghi, a meno che non si tratti di un impegnativo ricevimento serale. Il classico per non sbagliare è un tailleur pantalone dal taglio lineare o in alternativa l’intramontabile tubino al ginocchio. Un abito dalle linee pulite non è antico; è elegante. E poi un accessorio particolare (un bell’abbinamento di borsa&scarpe, una stola ricercata o un gioiello grande e prezioso) aggiungerà il tocco in più. (N.B. – Chiedere preventivamente alla futura consuocera cosa indosserà potrebbe evitare rischiosi confronti e imbarazzi).

Solo su una cosa si può osare (ma non eccedere!): il cappello. E’ la mamma della sposa a dettare le regole. Se lei lo indossa, tutte le altre dovranno imitarla. Ma le mamme devono ricordare che se sceglieranno di portare il cappello poi non dovranno mai toglierlo, nemmeno a tavola! Comunque, che sia un cappello a falde larghe o un piccolo copricapo, l’importante è portarlo con eleganza regale. Ma per orientarvi, per favore, non guardate i matrimoni dei reali inglesi, ma copiate le dive della vecchia Hollywood, garanzia di stile e eleganza.

Poi, per le più ironiche che volessero aggiungere un piccolo tocco per ribadire il proprio ruolo di “Mamma della Sposa”, si puo’ scegliere tra tanti gadget: dalla spilletta alla maglietta fino al luccicante diadema. Sono un po’ kitch, ma in fondo divertenti!

E ora, spose, visto che la mamma vi accompagnerà nei preparativi fino all’ultimo secondo, e che ci arriverà emozionata & stremata quanto voi… perché non farle un regalo che allenti la tensione e la renda ancora più bella? Regalatele/vi un percorso di massaggi e trattamenti in un’esclusiva SPA, in una giornata dedicata a voi: giocate a Mamma e Figlia!

E Buona Festa della Mamma!

Foto:  www.zazzle.com

Michela

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Sposarsi in UK… si puo’ anche senza residenza!

Se siete fans sfegatate dei Beatles, the Rolling Stones o anche dei Sex Pistols (o forse preferite gli Oasis?). Se siete fans della Regina, di Carlo o solo della stramaledetta pioggerellina inglese o avete molti ricordi di coppia legati all’Inghilterra, nulla vi impedisce di coronare il vostro sogno qui in UK.

Mi chiedeva una lettrice infatti se fosse possibile e quali fossero le procedure per sposarsi nel Regno Unito pur non essendo residenti. Ebbene: il governo inglese e del Wales richiede solamente che voi risiediate in un distretto inglese per una settimana, prima della richiesta di matrimonio agli uffici di riferimento nella stessa area!

Dopo aver deciso dove sposarvi, infatti, e aver chiesto disponibilita’ al luogo prescelto, che sia matrimonio civile o religlioso, dovrete rilasciare una dichiarazione in persona al register office di zona in cui esprimerete la volontà di sposarvi nel luogo che sarà da voi specificato. Questi, tra vari documenti, richiederà la prova di residenza: il gioco e’ fatto! Fate solo attenzione che siano almeno 21 giorni dalle nozze. Non sarà infatti possibile celebrarle prima.

Se volete un matrimonio in chiesa, invece, sembra basti parlare con il vicario della chiesa scelta che si occuperà anche di registrare il matrimonio.

Le procedure sembrano quindi particolarmente semplici ma sicuramente ci vuole qualcuno sul luogo che possa aiutarvi nella preparazione di tutto. Io mi metto a  disposizione :-) …  in cambio pero’ di potervi avere protagonisti di un post qui!

Che ne dite? Siete pronti a partire???

Giorgia

 

Foto:

rikravado.hubpages.com

freeamericanenglish.com

beneden.com

photo-visible.com

 

 

 

 

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Foto (vintage) di un matrimonio (vintage) tutto da imitare

Spesso ci emozioniamo  guardando un album di fotografie di matrimonio. Se è quello che ci vede protagonisti, i ricordi salgono alla mente veloci mentre si scorrono le immagini; ogni dettaglio, colore, particolare parla da solo di quei momenti unici in cui l’amore di tutto il mondo sembrava convergere su di noi. Se è quello di altri, ci soffermiamo su qualcosa che ci colpisce, su ciò che dal vivo ci era piaciuto particolarmente o che al contrario non avevamo notato; se non eravamo presenti ancora di più siamo portati per mano dalla curiosità di vedere finalmente qualcosa di cui abbiamo sentito tanto parlare e che ora è già realtà.

Più difficile è emozionarsi sfogliando gli album di matrimonio presentati dai fotografi che raccontano di coppie che non conosciamo: non sappiamo la storia degli sposi e, per quanto belle, le foto servono solo a mostrarci un modo di catturare le immagini più che raccontare una storia vissuta. Anche quando ci soffermiamo sui blog di matrimonio ci incuriosiscono i racconti e le emozioni che trapelano più che le fotografie in sé: le parole sanno essere più evocative e far sentire vive le emozioni.

Quando però mi sono imbattuta in questo blog mi sono immediatamente innamorata del modo old style di vivere e raccontarsi di questa donna che ha avuto 3 figli e che ha un corpo da ragazzina.  Di fronte alle foto del suo matrimonio – anzi del matrimonio di questa allegra famiglia – mi sono soffermata a lungo, quasi a volerne catturare tutti i dettagli, trascinata nella cerimonia e nell’allegro ricevimento di questa coppia e dei loro amici. Non saprei spiegare da dove provenga questa magia: so solo che ho sorriso di fronte a certe immagini, ho intuito la precisione di un’organizzazione attenta a ogni dettaglio, ho sentito vivi gli occhi lucidi dei protagonisti, fragorose le risate precedenti al sì, toccanti le emozioni dei partecipanti a queste nozze vintage.

Non credo che servano altre parole: correte a guardare i due album del matrimonio di una ragazza appassionata di vintage, sposa nel novembre del 2011.

Chiara

 

 

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Sposa gelata, sposa fortunata

In questi giorni fa decisamente freddo e il solo guardare i meravigliosi abiti da sposa proposti per le prossime collezioni fa venire la pelle d’oca: magnifici quegli scolli, romantiche le spalle scoperte, impalpabili i tessuti ma con zero gradi fuori… brrrr!!!

Lasciamo quindi per un attimo scorrere le collezioni destinate alle spose della prossima primavera-estate e godiamoci qualche “coccolosa” immagine di matrimoni invernali sotto la neve.

Eh già, perché anche se non sono molte le spose che scelgono di celebrare le nozze nei mesi più freddi, c’è comunque una piccola squadra di coraggiose pronte a sfidare a colpi di amore e baci il freddo più glaciale. La nostra ammirazione va così –oggi più che mai! – a quelle promesse spose che, sprezzanti del pericolo ghiaccio-cadute, scelgono di incorniciare il giorno più bello della vita con la neve.

E’ necessario dirvi dell’incanto di una location completamente innevata, di decorazioni a tema, del colore bianco che sostituisce il colore rosso ma non il suo significato intenso d’amore? In questo mix di immagini credo ci sia tutta la magia di un matrimonio con la neve: atmosfera, sorrisi, abiti degli sposi e delle damigelle, bouquet, dettagli e persino la torta si trasformano per l’occasione per coprire di dolcezza, romanticismo e delicatezza i novelli sposi invernali!

Chiara

 

Immagini ispirate da:

 

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Posso farti una domanda? Ti andrebbe di sposarmi?

Davanti una buona fragrante e profumata birra belga si possono scoprire davvero cose interessanti, anzi direi che si scoprono cose assurdo, ma al tempo stesso divertenti. Alcune sera fa ero in compagnia di un’amica e chiacchieravamo del più e del meno, io del più lei del meno, ma vabbè questa è un’altra storia, e siamo arrivate a parlare dell’età, del fatto che intorno a noi i nostri amici ormai si stessero sposando e oplà eccolo lì il fatidico discorso. Il matrimonio discorso onnipresente nella vita di tutte noi donne, e non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche da quello delle scelte, dei cambiamenti e delle perplessità. Ad un certo punto esce fuori una cosa davvero interessante. “Ma sai che anche Tizio si sposa?” “Vabbè, ma ormai si sposano tutti… ma dove si sposa?” “Guarda non è interessante il dove ma chi li sposa”. Sguardo perplesso della mia amica, sguardo divertito il mio come a dire “Sì, si può fare!”. E allora scatta la domanda più divertente della mia vita: “Ehi amica vuoi sposarmi? No, ma che hai capito non in quel senso, ma vorresti officiare alle mie nozze?”. Ed è questa la grande sorpresa.

In base al comma 3 dell’articolo 1 del decreto presidenziale numero 396 del 2000, “ … per la celebrazione del matrimonio, le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali o a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale.” A questo punto decade il tabù per molte coppie di essere sposate da chi veramente conosce la loro storia o il loro amore.

Molti non sono a conoscenza di questa opzione e credono che essere sposati da un amico/parente sia una prerogativa dei paesi esteri non cattolici. Neo sposi e quasi sposi informatevi bene perché se volete davvero essere interessanti e fuori dagli schemi non c’è modo migliore che essere sposati da una persona che veramente vi conosce.

Io a quel punto mi sono immaginata la mia cerimonia in stile “siamo tutti amici e perciò felici…” e ho subito pensato che il giorno che mi sposerò sarà una mia amica a dire la famosa frase: “Vuoi tu Carlotta prendere per sposo….”. Ok per lo sposo ora vedremo ma intanto un passo in avanti io l’ho fatto. Voi non credete?

Carlotta

 

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Ricordo di un matrimonio berbero: quando il sì diventa un ricordo prezioso

Dopo un viaggio ci vuole un ricordo e il ricordo di solito è un pensiero felice, un’emozione che non tornerà più. Anche io ho bei ricordi e oggi ve ne voglio dedicare uno.

Correva l’anno 2006 (è sempre bello quando una storia inizia così, no?) ed era l’estate della mia laurea, un’estate piena di emozioni, di sorrisi, di obiettivi e di nuovi amici. Un’estate piena. L’estate del mio Marocco, del sole intenso e delle cammellate nel deserto. Un’estate di sogni e di grandi prospettive. Un’estate in cui assaporai per la prima volta la cultura araba, in cui vidi da vicino un mondo totalmente diverso da quello in cui ero sempre vissuta. Donne coperte, visi solo immaginati, occhi intensi e sguardi curiosi. Era l’estate in cui vidi per la prima volta uno, anzi due matrimoni marocchini!

Ci capitai per caso, come se fosse la cosa più normale del mondo. Quattro stranieri di cui una di sesso femminile, io, vennero invitati come ospiti d’onore alla cerimonia più bella per una donna: il giorno del suo sì. Ma vi rendete conto, guardate che non capita a tutte di assaporare così da vicino un momento tanto intimo e allo stesso tempo così partecipativo. Era il terzo giorno della cerimonia – sì perché in Marocco i matrimoni possono durare fino a sette giorni – e fummo invitati perché la nostra guida Said ci aveva preso sotto la sua ala protettrice e voleva che conoscessimo i suoi amici.

Ci vestimmo più eleganti possibile: essendo partiti con scarpe da ginnastica e pantaloncini comodi fu difficile trovare degli abiti opportuni ma ci vestimmo alla meglio e portammo un dono agli sposi. Un dono simbolico perché in queste situazioni non si sa mai cosa sia più opportuno regalare. Per me fu del tutto inutile prepararsi con i vestiti migliori perché quando arrivai decine di donne berbere mi portarono via dai miei amici e mi trascinarono in una stanza lontana. Non capivo cosa volessero da me quelle sconosciute, non parlavano la mia lingua né io la loro e sentivo solo urla strane e fischi mai sentiti uscire della loro bocche. In pochi minuti mi strapparono i vestiti di dosso e mi rivestirono con abiti tradizionali e trucco sotto gli occhi. Ero una di loro, ero un’invitata e ci tenevano che fossi bella e a mio agio…ci riuscirono!

Mi sembrava una favola in cui io ero stata catapultata per gioco, era tutto magico, mi sentivo una principessa fino a che non vidi lei, la sposa più bella che avessi mai visto! Una bambina, avrà avuto 18 anni, forse anche meno. Occhi truccati con un kajal pesante, abiti lussuosi ancora più evidenti nella povertà circostante e persino una corona in testa. Solo dopo seppi che gli abiti erano stati affittati e i gioielli prestati. Una sposa bellissima che faceva la sua entrata per la prima volta tra gli ospiti riuniti. Una sposa che stava per vedere per la prima volta il suo futuro marito. Per la prima volta… vi rendete conto? Potremmo mai noi nel nostro mondo fatto di lusso e di eccessi comprendere veramente una tradizione come questa? Io non credo. Lei era bella, giovane e aveva tutta la vita davanti. Lui avrà avuto il doppio della sua età, timido e impacciato. Ma che avranno avuto in comune quei due? Me lo sono chiesta per tutta la cerimonia ma anche questo era il bello di un matrimonio sconosciuto.
Ripenso ancora ogni tanto a quei due sposi e quel giorno in cui delle donne berbere mi vestirono a festa per partecipare con loro alla gioia del dire SI! Ripenso ancora alla nostra guida Said che ci ha fatto il regalo più bello dell’estate. Ci ha fatto conoscere davvero che cosa volesse dire vivere il Marocco. Alzare una tenda fatta di tappeti per la strada, apparecchiare dei tavoli di plastica con i cibi più buoni della cucina povera marocchina e iniziare la festa.
I matrimoni sono anche questo, la semplicità di chi non ha bisogno dello sfarzo per dire che ci si ama. Un matrimonio berbero ti rimane nel cuore e quegli odori, quelle spezie e quei colori non te li scordi più.

Carlotta

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Tutto il necessario per gli invitati al matrimonio è nella wedding bag!

Ne parlano le spose nei forum dedicati al matrimonio, le propongono gli organizzatori di ricevimenti di nozze per i loro assistiti: le wedding bag stanno diventando sempre più diffuse anche in Italia. Non stiamo parlando del beauty case dedicato alla sposa né al sacchetto con le scarpe di ricambio comode per scatenarsi nei balli ma di una speciale confezione che contiene il must have del perfetto invitato. Libretto della messa, riso, fazzoletti, mappe e cartine per giungere alla location, coccarde per la macchina ma anche piccoli gadget per le signore (l’idea dei reggiborsetta da tavolo trovata nel forum di dasposeperspose mi sembra geniale!) e cd da rendere poi agli sposi con tutti gli scatti del matrimonio!
Insomma un vero e proprio armamentario da personalizzare secondo i propri gusti, il tema e il colore scelti per il matrimonio, il kit di sopravvivenza indispensabile ad ogni invitato! Potrete arricchirle con ventagli, ringraziamenti, penne con cui lasciare messaggi per gli sposi sul guestbook e quanto altro la vostra fantasia vi suggerisca! Lasciate spazio al romanticismo: riempite la wedding bag con tanti piccoli dettagli per i vostri ospiti e… liberate loro le mani!

Chiara

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