sette spose

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Foto (vintage) di un matrimonio (vintage) tutto da imitare

Spesso ci emozioniamo  guardando un album di fotografie di matrimonio. Se è quello che ci vede protagonisti, i ricordi salgono alla mente veloci mentre si scorrono le immagini; ogni dettaglio, colore, particolare parla da solo di quei momenti unici in cui l’amore di tutto il mondo sembrava convergere su di noi. Se è quello di altri, ci soffermiamo su qualcosa che ci colpisce, su ciò che dal vivo ci era piaciuto particolarmente o che al contrario non avevamo notato; se non eravamo presenti ancora di più siamo portati per mano dalla curiosità di vedere finalmente qualcosa di cui abbiamo sentito tanto parlare e che ora è già realtà.

Più difficile è emozionarsi sfogliando gli album di matrimonio presentati dai fotografi che raccontano di coppie che non conosciamo: non sappiamo la storia degli sposi e, per quanto belle, le foto servono solo a mostrarci un modo di catturare le immagini più che raccontare una storia vissuta. Anche quando ci soffermiamo sui blog di matrimonio ci incuriosiscono i racconti e le emozioni che trapelano più che le fotografie in sé: le parole sanno essere più evocative e far sentire vive le emozioni.

Quando però mi sono imbattuta in questo blog mi sono immediatamente innamorata del modo old style di vivere e raccontarsi di questa donna che ha avuto 3 figli e che ha un corpo da ragazzina.  Di fronte alle foto del suo matrimonio – anzi del matrimonio di questa allegra famiglia – mi sono soffermata a lungo, quasi a volerne catturare tutti i dettagli, trascinata nella cerimonia e nell’allegro ricevimento di questa coppia e dei loro amici. Non saprei spiegare da dove provenga questa magia: so solo che ho sorriso di fronte a certe immagini, ho intuito la precisione di un’organizzazione attenta a ogni dettaglio, ho sentito vivi gli occhi lucidi dei protagonisti, fragorose le risate precedenti al sì, toccanti le emozioni dei partecipanti a queste nozze vintage.

Non credo che servano altre parole: correte a guardare i due album del matrimonio di una ragazza appassionata di vintage, sposa nel novembre del 2011.

Chiara

 

 

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Prendi una sposa, le sue amiche e un camerino… #2 (tocca a me)

Vi ricordate Silvia e Ilaria, le nostre amiche di Doppiostile che organizzano esclusivissime sessioni di fitting per le future spose e le loro amiche? Bè: come avrebbe potuto, la sottoscritta, rinunciare a provare sulla sua pelle l’esperienza di un vero Shopping Nubilato? E così l’ho fatto, e ora ve lo racconto.

Tutto è iniziato con un invito digitale spedito a tutte le mie amiche fashion addicted che sapevo avrebbero gongolato all’idea di passare una serata a infilare e sfilare vestiti: in prima fila la mia testimone e quella del mio futuro maritozzo e poi a ruota sorelle, cugine e le amiche di sempre. Diciamoci la verità: nessuno avrebbe potuto dire di no. Un po’ perché le amiche pigre di una sposa pigra a un mese dal matrimonio ancora non avevano uno straccio da mettersi. Un po’ perché, infarcite di Sex&thecity e pink-comedy come siamo, come ci saremmo guardate allo specchio se avessimo perso questa occasione?

Arriva il gran giorno. Fioccano sms di aggiornamento su orari, passaggi in macchina, defezioni dell’ultimo momento e continuiamo per tutto il pomeriggio a inseguirci su fb a colpi di occhiolini, sorrisoni, cuoricini e dinghete e danghete. Timbriamo il cartellino e ci scapicolliamo nel traffico, dai quattro cantoni della città. Forse benedette dal dio della moda, arriviamo senza colpo ferire a Collina Fleming e troviamo parcheggio: attonite gridiamo al miracolo. C’è chi mormora: «Deve esserci sotto qualcosa, nun po’ esse». Un divieto di sosta. Una striscia gialla scolorita. Niente. Sembra proprio un parcheggio come quelli di una volta, a spina e gratis.

Cariche di slancio varchiamo la soglia di Doppiostile e mi fanno notare (visto che io avevo già gli occhi che scansionavano le meraviglie attaccate alle stampelle) che sulla porta c’è scritto il mio nome. Fico. Faccio appena in tempo a posare per una foto con lo sguardo da triglia e poi vengo travolta dall’entusiasmo delle mie amiche che già sono lì che girano, toccano, chiedono.

I vestiti sono deliziosi: Silvia e Ilaria hanno gusto e nonostante l’impronta di tutto il campionario sia molto netta, c’è comunque la possibilità che ognuna si riconosca in qualche pezzo. E infatti, tra un piatto di cous cous e un bicchiere di prosecco comincia il via vai ai camerini.

Dopo un’ora il primo bilancio: è chiaro che le testimoni hanno in mano i pezzi da novanta della collezione e ora la discussione si sposta sui dettagli (la scarpa così-la scarpa cosà, i capelli su-i capelli giù); una delle amiche è vittima di minacce da parte delle altre se si azzarda a non comprare un tubino nero pazzesco («A quel prezzo poi!»); un’altra non possiamo identificarla a causa della montagna di vestiti che ha tra le braccia; una cugina l’abbiamo persa, ipnotizzata da un fascio di cinte luccicanti.

 

Silvia e Ilaria, pazienti e premurose, elargiscono consigli e tengono alto il ritmo della gara come due bravi allenatori agli angoli del ring.

E la futura sposa? È lì alle corde che si gusta lo spettacolo delle sue amiche e sghignazza, un po’ brilla. Continua a essere immortalata esibendo un vasto repertorio di sguardi da triglia (l’alcol non aiuta) e fantastica di mollare tutto e aprire un negozio piccolo, pieno di cose belle e dove si trova pure parcheggio.

Alessandra

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Partecipazioni di nozze: il tè è servito!

Care spose, oggi sperimentiamo. Ho deciso di ospitare nel mio spazio una nostra lettrice: si chiama Alessandra. Non siate maligne, non l’ho scelta solo perché abbiamo lo stesso nome (…), l’ho scelta perché mi aveva raccontato del suo originale progetto per le partecipazioni di nozze e ho pensato che non potevo nascondervi questa chicca. Sono felice che abbia accettato di condividere con noi la sua esperienza e che ce la racconti lei stessa:

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Qualche mese fa ho trascinato il mio fidanzato a Roma Sposa per cercare bomboniere e partecipazioni  che fossero davvero in linea con il matrimonio che stiamo organizzando, tradizionale, ma assolutamente semplice e percorso da una nota di ironia – come siamo noi. Mentre ci aggiravamo sperduti (e un po’ allucinati) fra gli stand ci siamo imbattuti in Nozze a Colori, che esponeva una partecipazione che sembrava fatta apposta per noi: una perfetta imitazione della mitica, iconica bustina del tè Twinings! Ecco ciò che ci avrebbe salvato dal trionfo di colombe, cuori e calici delle partecipazioni che avevamo visto sino a quel momento! La bustina da tè era perfetta, perché era divertente, allegra, insolita, ma soprattutto perché parlava moltissimo di noi e chiunque l’avesse vista, conoscendoci, non avrebbe potuto non sorridere: ci siamo conosciuti in una teieria russa e nella nostra quotidianità il tè è un rituale insopprimibile. Nella casa che stiamo preparando abbiamo già disposto un angolo della cucina per conservare le nostre pregiate foglioline. E poi lui insegna letteratura inglese… Insomma, la partecipazione-Twinings ci convinceva per tutto questo e per l’estrema cura dei dettagli (completamente personalizzabili), dal filo di spago che corre fra il cartoncino dell’invito e quello che in genere si lascia fuori dalla tazza, alle indicazioni sul tempo di infusione (tutta la vita!). Abbiamo scelto noi la frase che sta sul retro, una frase che il mio fidanzato ripete spesso e con la quale mi ha contagiato e che abbiamo preferito alle citazioni melense e un po’ ampollose. Unico neo il prezzo (circa 5 euro l’una), non esattamente economico… Ma in un mercato in cui la banalità è venduta a peso d’oro, ben venga per una volta tanto una spesa di cui essere soddisfatti.

Il layout delle partecipazioni realizzato da Nozze a Colori. Fronte, retro e interni della bustina da tè.

Gli altri elementi del kit della partecipazione.

Alessandra&Alessandra

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Tieni vivi i tuoi ricordi con il guestbook di matrimonio!

“Accessorio” nato in sordina, il guest book (o semplicemente il libro dove gli invitati a un matrimonio lasciano i loro pensieri e ricordi di questa giornata agli sposi) sta diventando un elemento immancabile nelle nozze in agriturismo come quelle in sfarzosi castelli.

Sono quaderni  semplici ed essenziali o album eleganti e ricchi di decorazioni; possono contenere fogli colorati o foto scherzose a seconda dello stile scelto per il matrimonio e dalla location dove si terrà il ricevimento.

Mi ha molto colpito quello con i pezzi di puzzle: mi sembra un’idea spiritosa e originale per ricordi da legare tra loro e non perdere nel tempo. Carina anche l’idea delle piccole buste che nascondono un cartoncino: una soluzione elegante che permette agli ospiti di condividere solo con gli sposi il proprio pensiero. E quanto è romantica l’idea dei bigliettini appesi con piccole mollette?

Le proposte che si trovano in rete sono varie e ben congeniate, facili da riprodurre: collage di foto e ricordi che si manterranno vivi anche a distanza di anni.

Basta un angolo del giardino, uno spazio sul tavolino dove saranno sistemate le bomboniere o un piccolo leggio vicino al tableau per creare un luogo raccolto e intimo dove ogni ospite potrà lasciare nero su bianco il proprio pensiero (serio o scherzoso) agli sposi.

Chiara

Ps: Cosa ho fatto io?

Non conoscevo il guestbook e mi sono sentita un grande genio quando ho pensato di lasciare un album in carta di riso in un angolo del giardino: i ricordi e le scritte a mano portano con sé – anche a distanza di anni – molte emozioni …

Per le foto:

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Storia di un San Valentino da (Sette)Spose

Oggi il mio post lo dedico al racconto di un San Valentino diverso, di una serata trascorsa tra candele e rose rosse, allestite per festeggiare l’amore e per accogliere coppie di futuri sposi alla ricerca del dettaglio giusto per le loro nozze.

Il nostro San Valentino è stato questo, una serata organizzata dallo staff di The Wedding per celebrare la festa degli innamorati e, con l’occasione, proporre una vetrina dei servizi per gli sposi. Niente male come idea.

Passo indietro: cos’è The Wedding? Si tratta di un concept store dedicato al matrimonio, ovvero uno spazio polifunzionale in cui le coppie possono trovare tutto quello di cui hanno bisogno per organizzare il loro matrimonio: dall’abito degli sposi alle bomboniere, dalla location al fotografo, fino al noleggio della limousine di super lusso. Il tutto viene gestito organizzando appuntamenti e prove in un unico luogo – il loro “quartier generale” – in modo da ridurre tempi e stress. L’idea mi sembra interessante, soprattutto in una città come Roma, dove il dono dell’ubiquità e il teletrasporto sembrano a volte essere gli unici stratagemmi per sopravvivere ad un’agenda fitta di appuntamenti, come solo quella di una coppia di nubendi può essere.

Passo avanti: cosa c’entra la cena di San Valentino con un concept store per futuri sposi? Noi siamo andate a scoprirlo, con una rappresentanza delle SetteSpose e fidanzati/mariti al seguito. La serata che abbiamo trascorso è stata molto piacevole: un aperitivo, una cena articolata, tipica dei classici menu nuziali, un sottofondo tra lo swing e il jazz sono stati ingredienti simpatici. E anche il fatto di cenare in vetrina, in un concept store trasformato per una sera in sala da banchetti, non è stato eccessivamente stressante per una come me che non ama assolutamente mostrarsi più di tanto…

Scovare iniziative come queste, modi un po’ diversi dal solito di intendere il wedding planning e l’organizzazione dei matrimoni, mi piace assai! Ora mi auto-sguinzaglio in rete alla ricerca di altri sfizi da suggerire…

il tavolo di SetteSpose @The Wedding

Francesca

 

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