Spesso ci emozioniamo guardando un album di fotografie di matrimonio. Se è quello che ci vede protagonisti, i ricordi salgono alla mente veloci mentre si scorrono le immagini; ogni dettaglio, colore, particolare parla da solo di quei momenti unici in cui l’amore di tutto il mondo sembrava convergere su di noi. Se è quello di altri, ci soffermiamo su qualcosa che ci colpisce, su ciò che dal vivo ci era piaciuto particolarmente o che al contrario non avevamo notato; se non eravamo presenti ancora di più siamo portati per mano dalla curiosità di vedere finalmente qualcosa di cui abbiamo sentito tanto parlare e che ora è già realtà.
Più difficile è emozionarsi sfogliando gli album di matrimonio presentati dai fotografi che raccontano di coppie che non conosciamo: non sappiamo la storia degli sposi e, per quanto belle, le foto servono solo a mostrarci un modo di catturare le immagini più che raccontare una storia vissuta. Anche quando ci soffermiamo sui blog di matrimonio ci incuriosiscono i racconti e le emozioni che trapelano più che le fotografie in sé: le parole sanno essere più evocative e far sentire vive le emozioni.
Quando però mi sono imbattuta in questo blog mi sono immediatamente innamorata del modo old style di vivere e raccontarsi di questa donna che ha avuto 3 figli e che ha un corpo da ragazzina. Di fronte alle foto del suo matrimonio – anzi del matrimonio di questa allegra famiglia – mi sono soffermata a lungo, quasi a volerne catturare tutti i dettagli, trascinata nella cerimonia e nell’allegro ricevimento di questa coppia e dei loro amici. Non saprei spiegare da dove provenga questa magia: so solo che ho sorriso di fronte a certe immagini, ho intuito la precisione di un’organizzazione attenta a ogni dettaglio, ho sentito vivi gli occhi lucidi dei protagonisti, fragorose le risate precedenti al sì, toccanti le emozioni dei partecipanti a queste nozze vintage.

Non credo che servano altre parole: correte a guardare i due album del matrimonio di una ragazza appassionata di vintage, sposa nel novembre del 2011.
Chiara











