sette spose

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Corto è bello!

Peter Langner

Sfogliando l’ultimo numero di Vogue Sposa non ho potuto non notare i tanti abiti da sposa corti proposti dalle maggiori griffe del settore a livello nazionale e non. Quello che fino a pochi anni fa rappresentava – un po’ come l’abito colorato – il modello “trasgressivo” il cui compito era stupire e strappare sorrisi, oggi è diventato un must nelle collezioni da sposa. In questa galleria alcune delle proposte di vestiti da sposa corti 2012!

Linea Raffaelli

Scelto spesso da ragazze ma non disdegnato anche da donne giovanili e altrettanto moderne, adatto a ogni statura per la sua capacità di trasformazione, questo modello sa abbinarsi a ogni fisico, disegnando di volta in volta spose bambole ma anche spose rock star (guardate ad esempio gli abiti qui sotto: sono proposti da David Fielden e visti sul sito Pazzaidea)!

David Fielden

Con il giusto abbinamento di scarpe, l’abito da sposa corto potrà calzare alla perfezione su leggiadre fate ed eteree ballerine; basterà poco però perché quello stesso modello possa trasformarsi in un vestito malizioso e spiritoso in cui materiale e accessori hanno un loro ruolo importante.  L’unico punto da tenere presente quando si sceglie un abito da sposa di questo tipo è quello di non esagerare: corto è bello ma minigonna non fa rima con nozze neppure per chi ha gambe chilometriche da modella.

Suzanne Ermann

Per chi invece non fosse del tutto convinta di fare il suo ingresso in chiesa o in comune con un abito corto ma si fosse innamorata dei modelli presentati in questa pagina, perché non optare per un vestito da sposa più classico per la cerimonia e un divertente e inaspettato cambio d’abito per la cerimonia? Stupire due volte è meglio che stupire una volta sola, no?

Chiara

Se vi sono piaciuti i modelli delle immagini di questo post:

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Sognare ad occhi aperti matrimoni alla mostarda

Amiche Fidanzate: dove siete quando c’è davvero bisogno di voi? Quante volte abbiamo parlato di matrimonio? Di vestiti bianchi? Di peonie rosa e candele da ogni parte? Di torte di 25 piani e nonne coi fazzoletti in mano?  Ma che state aspettando??? Perché sappiate che la sottoscritta deve assolutamente avere il cappottino di Anthropologie che vedete nella palette qui sotto e l’unico modo per averlo sottraendosi a ogni rimorso è essere “costretta” a comprarlo per un’occasione molto speciale. Ad esempio il matrimonio di una di voi Amiche Fidanzate. L’ideale sarebbe un matrimonio lampo, organizzato prima che l’autunno finisca, perché il cappottino di cui sopra, darebbe il massimo in una mattina di novembre, con l’arietta frizzante e un sole ancora caldo.

In una mattina così potrei indossare senza paura le mie ballerine Miss Kristina e il mio anello di zaffiri scintillerebbe abbagliando tutte le zitellacce presenti. Riscaldata da un aperitivo mimosa potrei addirittura azzardare togliendo il cappottino e lasciando che la brezza faccia svolazzare il mio Amsale grigio di chiffon. A questo punto, per completare questo piccolo affresco da primi del Novecento, non resterebbe altro da fare che aprire la borsetta e darsi due buffetti di cipria sul naso…
Insomma, oltre al fatto che sto chiaramente abusando nella visione di Dowton Abbey, mi sembra anche evidente che, se sono ridotta così, come Amiche Fidanzate ultimamente fate un po’ pena. Datevi una mossa! O non mi resterà che comprare un bidone di mostarda e svegliarmi di notte (cit). Ma non so se lo stomaco gradirebbe.

Palette "Mostarda"

Alessandra

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La sposa 2012 interpretata da Marchesa

“Ho visto cose che voi umani…”: ricordate questa frasedel film “Blade Runner”? Ecco oggi sono qua per dirvi che… ho visto abiti che voi spose… avete sognato fin da bambine!!!

Sono rimasta a bocca aperta di fronte alle meravigliose creazioni presentate per la primavera e l’autunno 2012 da Marchesa: abiti da sposa che lasciano sognare, che accontentano ogni sposa dalla più semplice a quella che adora apparire, abiti che stupiscono per la loro raffinatezza e per la morbidezza dei tessuti ma anche vestiti da sposa strutturati come impeccabili opere d’arte.

Collezione Marchesa autunno 2012

La tradizione del bianco incontra il mondo fiabesco delle principesse grazie al pizzo, ai preziosi ricami, al tulle, alle sete ma anche a grandi  rose in tessuto e decori alternati a piume. La sposa che sceglie un capo dalla collezione Marchesa per sposarsi nel 2012 sa che nessun dettaglio sarà lasciato al caso.

La sposa della primavera 2012 interpretata da Marchesa

Corto e con un fiore che arricchisce il corpetto o lungo con la gonna gonfia e morbida come una nuvola: non vi sembra impossibile dire quale tra questi due abiti sia il più bello?

Due meravigliosi modelli della collezione Marchesa per la primavera 2012

Sobrio nella sua estrema eleganza o speciale con decori inaspettati: l’abito scelto dalla sposa raffinata disegnata dalle due stiliste del marchio inglese non cerca di stupire con effetti speciali ma veste con garbo e leggerezza le giovani che amano interpretare la tradizione.

Marchesa - Collezione sposa autunno 2012

Chiara

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Ouma: la melanconica specialista del tulle

La designer che vi presento oggi l’ho scovata per caso girando su Etsy. È americana, di Phoenix. Si chiama Monique Sandoval ma il suo marchio è Ouma. Ouma è un’etichetta indipendente specializzata in abiti di tulle, una scelta ideale ed economica se avete sempre desiderato vestire i panni di Minnie e Cyndi Lauper o se semplicemente avete visto troppe puntate di Mad Men. Per quello che mi riguarda io ne comprerei uno a prescindere. Non potendo più giocarmi la carta matrimonio, nutro ancora e per sempre la speranza che un giorno qualcuno mi scelga come sua damigella per il ballo di fine anno. 

Speranze zuccherose a parte, dando un’occhiata ai suoi modelli ho percepito una specie di nostalgia canaglia. Sarà il tulle, sarà lo stile un po’ evanescente delle foto, sarà il suo tumblr… fatto sta che sono rimasta imbambolata qualche secondo e la mente ha planato su Melancholia avanti e indietro finché non hanno citofonato alla porta facendomi prendere un colpo. Dopo una premessa del genere potevo far finta di niente e tenermela tutta per me? Macché.

E allora eccola, è tutta per voi. E poi se vi viene da piangere o se sentite il bisogno impellente di mettervi a guardare film anni Ottanta, o se – peggio – suonano alla porta e sperate che sia Michael Schoeffling di Sixteen Candles… non dite che non ve l’avevo detto.

Alessandra

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Sliding Doors Royal Wedding: cosa sarebbe successo se Kate…

All’epoca (forse “epoca” è un tantino esagerato, ma tant’è…è già mito, no?) del matrimonio tra Will e Kate se ne sono dette tante sul vestito della sposa. I bookmaker scommettevano su questa o quella stilista, aizzando la curiosità del pubblico e contribuendo alla messa in scena mediatica delle attesissime nozze reali di cui sopra. Un copione da film giallo, con tre finali diversi, per confondere le acque ma forse anche per gestire un eventuale incidente dell’ultimo momento, perché a Londra come a Mombai si sa… con il vestito, il giorno delle nozze, può succedere qualsiasi cosa: e infatti prima di Kate anche Lady D, l’ultima principessa del Galles, ne aveva fatti preparere due identici, in caso di disgrazia.

Sappiamo bene com’è andata a finire: l’assassina è Sarah Burton di Alexander McQueen, che l’ha stesa a colpi di pizzo.
Ma la domanda che ci poniamo è: cosa sarebbe successo se Kate avesse scelto un altro vestito?
L’avreste ammirata, invidiata e cliccata lo stesso? Vi facciamo vedere cosa sarebbe successo se quel giorno, il cameriere di turno, avesse rovesciato il cicchetto della Regina Madre sul capolavoro di Sarah Burton.

Scenario A: Kate prima tenta di asciugare il vestito strofinandoci sopra uno dei duecento Corgi Pembroke della Regina, poi sviene. Lo staff la infila ancora priva di sensi nel vestito di riserva, le dà una pacca sul sedere (anche il suo parla) e la fionda in macchina. Il vestito è firmato da Sophie Cranston, creatrice del lanciatissimo marchio inglese Libelula.

Scenario A: Kate indossa un abito della stilista Sophie Cranston

 

 

Scenario B: Kate prima tenta di asciugare il vestito strofinandoci sopra la stola dell’abito di Sophie Craston, poi sviene. La sorella Pippa la infila ancora priva di sensi nel vestito di riserva, le scatta una foto che userà tra vent’anni per ricattarla (quando avrà speso in shorts tutto il patrimonio di famiglia) e la fionda in macchina. Il vestito è firmato da Jasper Conran, designer britannico molto amato dall’”ambiente Vogue”.

Scenario B: Kate indossa un abito dello stilista Jasper Conran

Scenario C: Kate prima tenta di asciugare il vestito con questo vassoio laccato che potete acquistare sul sito di famiglia www.partypieces.co.uk, poi sviene. Il padre la infila ancora priva di sensi nel vestito di riserva, le ricorda a denti stretti che è merito di milioni di quei graziosi vassoietti laccati se oggi sta per diventare duchessa di Cambridge e la fionda in macchina. Il vestito è firmato da Bruce Oldfield, designer delle star inglesi.

Scenario C: Kate indossa un abito dello stilista Bruce Oldfield

 

Domanda: solo due di questi designer erano veramente le alternative se qualcosa fosse andato storto. Chi è il designer di troppo (della serie “mi piacerebbe che qualcuno ci scommettesse, su di me”)?

Alessandra

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Neo-Romantico o classico, l’abito da sposa è sempre l’attrazione!

Vogliamo tornare al romanticismo e come dico sempre io non c’è nulla di più romantico….dell’eccesso.

E’ la nuova collezione di Emé di Emé che mi ha ispirata e mi ha fatto vedere che oltre il pizzo e l’organza che di più… c’è la balza bicolore! Soffici tessuti che accompagnano il modo ondulatorio di camminare, una donna moderna ma allo stesso tempo romantica e capricciosa. La donna di Emè è un vorrei, ma non posso… Ma se davvero volessimo che cosa succederebbe? La rivoluzione infiocchetata ovviamente.

Al contrario invece Pepe Botella ci fa rivivere un po’ i mitici anni ’80 pieni di balze e drappi, forse alle volte eccessivi ma sempre eleganti. Una sposa più classica la sua, che vuole essere osservata e ammirata per la sua eleganza e non per la sua voglia di apparire. Corpetti semplici accostati a gonne sontuose questo il suo stile… demodè forse ma sempre di forte impatto visivo!

Due accostamenti che ho voluto mischiare per potere rendere omaggio alle donne forti che si sono conquistate il loro spazio nel mondo, che si sono sedute un attimo e hanno detto: “E ora ci sono io!”

 Carlotta

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Monique Lhuiller: da Hollywood con stile (e con milioni di dollari)

Le star, si sa, possono farti diventare all’improvviso una star a tua volta e, in un attimo, spalancarti porte e portoni. Le star, si sa, possono svegliarsi una mattina e decidere che porti sfiga e, in un attimo, trasformarti in una pezzente. Le star, si sa, sono capricciose. Per questo, quando vedo in tivvù personaggi tipo Kimora Lee Simmons attorniati da assistenti servili pieni di tic, ho voglia di impugnare la mazza da baseball regalo del mio fidanzato. Ma questa, come direbbe Lucarelli, è un’altra storia.

Non voglio trasformare questo post in un sermone pulp, anzi, voglio celebrare la destrezza di chi, tra le star, ci vive (le sfrutta) e sopravvive elegantemente senza tic e, a quanto pare, facendo un mucchio di soldi. Voglio celebrare la bravura di Monique Lhuiller che negli ultimi anni si è imposta all’attenzione di tutte le fascino victim come la nuova firma che veste le star il giorno delle nozze e sul red carpet.

Diane Monique Llamas Lhuillier, nasce nelle Filippine nel 1971. Dopo gli studi in Svizzera, conosce il suo futuro marito al Fashion Institute of Design and Merchandising, prestigiosissimo istituto per designer della West Coast (palestra di moltissimi dei talenti dello show Project Runway, per dirne una). Nel 1996 lanciano insieme la loro prima collezione per la sposa: nasce così il marchio ‘Monique Lhuillier’. Il vero colpo di fortuna arriva nel 2004 quando la stilista veste Christine Baumgartner, futura sposa di Kevin Costner e confeziona l’abito da sposa che Britney Spears ha indossato in occasione delle nozze con Kevin Federline. Detto fatto, per alcuni espandersi a Hollywood è un attimo e oggi la ditta Lhuiller, regina del Bridal Glamour, incassa 20 milioni di dollari l’anno ed è tra le firme preferite da star come Angelina Jolie, Halle Berry, J.Lo, Scarlett Johansson, Catherine Zeta Jones, Reese Witherspoon, Olivia Wilde…: insomma, Monique Lhuiller è un tipetto intraprendente. Ma non è solo questo, gli abiti di Monique Lhuiller sono davvero eleganti e voluttuosi, perfetti per il red carpet, e quando si tratta di vestire la sposa, questo marchio gioca i suoi assi e crea modelli sorprendenti nelle linee, nei tessuti, nei ricami: il talento c’è, e anche in gran quantità.

Collezione Bridal - Spring 2012 (via moniquelhuillier.com)

Collezione Bridal - Spring 2012 (via moniquelhuillier.com)

Dove trovare un abito Monique Lhuillier in Italia? A Napoli, da Celebrity Sposa, e a Piacenza, da Rebecca La Sposa. Oppure se siete delle spose cosmopolite, il marchio ha rivenditori ovunque, dal sudamerica all’oceania, basta consultare il sito. Scoprirete anche gli altri confini oltre i quali il marchio si sta spingendo (partecipazioni e liste di nozze) e le stupende collezioni ready-to-wear.

Collezione Bliss 2011 (via moniquelhuillier.com)

Collezione Bliss 2011 (via moniquelhuillier.com)

Alessandra

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