sette spose

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I fiori d’arancio, di loto o… tulipani?

Molti anni fa vidi un film meraviglioso che mi fece piangere e ridere insieme. Il film era Fiori d’acciaio che consacrava nell’Olimpo delle star una giovane, bella e affascinante Julia Roberts. Fiori d’acciaio parla di donne, di forza e di unione. Un simbolo – anzi direi un paradosso – di dolcezza e di forza insieme. Perchè mi è venuto in mente questo film? Perchè giorni fa una mia amica mi ha fatto leggere un articolo interessante sul perchè i fiori d’arancio sono il simbolo del matrimonio.

Secondo il FAI c’è una leggenda che dice questo: “Un giorno un re spagnolo ricevette in dono da una bellissima fanciulla un albero d’arancio che fece piantare nel giardino del castello. Durante una visita, un ambasciatore chiese al re se potesse regalargli un ramoscello ma il sovrano rispose che non voleva dare a nessuno la sua preziosissima pianta. Di fronte a quel rifiuto, l’ambasciatore chiese al giardiniere del palazzo di spezzare un ramo dall’albero e darglielo: l’uomo esaudì la richiesta dell’ambasciatore e fu ricompensato con 50 monete d’oro, con le quali poté, finalmente, dare una dote alla propria figlia permettendole, così, di essere corteggiata e data in sposa. La ragazza trovò finalmente marito e il fatidico giorno decise di adornarsi i capelli con un ramoscello di fiori d’arancio così da rendere omaggio alla pianta che le aveva dato la possibilità di sposarsi ed essere felice. Da quel momento in poi il profumatissimo fiore di zagara fu associato al matrimonio”.

Una leggenda che sa di fiaba e di favola insieme e che ho amato leggere. Ma oggi i Fiori d’arancio si possono ancora definire il simbolo del matrimonio? Ci ho pensato, ripensato poi ho pranzato, ho guardato il soffitto e mi sono addormentata. Poi mi sono svegliata e ho detto “Ma io non so neanche come sia fatto un Fiore d’arancio?

E allora ho deciso che il mio fiore per il matrimonio sarà il fiore che da sempre rappresenta la mia pazzia…il TULIPANO!”.

E voi amiche spose che fiore siete?

Carlotta

 

 

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Incrociamo le dita (riti & superstizioni per le nozze)!

Ok, il matrimonio è un patto indissolubile e sacro, un donarsi uno all’altra per tutta la vita, nella buona e nella cattiva sorte. E’ un legame profondo e importante. Vero. E forse non bisognerebbe mischiare il sacro col profano… ma, come si dice? Non è vero ma ci credo… E allora, spose, prendete appunti: la lista dei gesti scaramantici e delle tradizioni più frivole è lunga!

DURANTE I PREPARATIVI.

  • Le date: naturalmente “di venere e di marte né si sposa né si parte” (perché il martedì è giorno sacro a Marte dio della guerra e di venerdì furono creati gli spiriti maligni). Il giorno scelto non deve essere nel periodo di luna calante, né coincidere con i compleanni degli sposi; il rito deve essere celebrato prima del tramonto ma non di giovedì (funesto per la sposa) e se tira vento l’unione sarà burrascosa, ecc. E ora, se riuscite a individuare un giorno adatto, fissate pure la data!
  • Porta sfortuna acquistare nello stesso momento l’anello di fidanzamento e le fedi nuziali. E anche mettersi al dito la fede prima delle nozze.
  • L’acquamarina è la pietra-amuleto per il giorno del sì. Procuratevela: assicura fedeltà.
  • Questa è strana (ma facile): spremere tre limoni fuori dalla finestra della sposa è un rito che propizia amore duraturo. Tentar non nuoce…

IL GRAN GIORNO.

  • Se la sposa la mattina delle nozze è svegliata dal canto degli uccelli è un ottimo segno (ma è mai capitato a qualcuna, a parte Cenerentola??)
  • Un classico: la sposa deve indossare qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo (simboli del passaggio dalla giovinezza alla nuova condizione di moglie), qualcosa di prestato (ad indicare la partecipazione di una persona cara), qualcosa di blu (secondo l’uso ebraico di ornare le spose con un nastro blu segno di purezza) e qualcosa di regalato (il detto inglese originario vorrebbe “una moneta da sei pence nella scarpa”, ma data la difficile reperibilità è stato sostituito con qualcosa di regalato).
  • Per lui, al solito, è più semplice: solo 3 grani di sale da tenere nella tasca sinistra della giacca
  • E’ risaputo che il futuro marito non possa vedere l’abito e che non debba incontrare la sposa dalla mezzanotte precedente fino all’ingresso in Chiesa. Vietato fare colazione insieme (come fecero Carlo e Diana!!!)
  • Non tutti invece sanno che neanche la sposa, il giorno della cerimonia, può guardarsi allo specchio con il vestito indosso. Se proprio non resiste (ma va!??!) può farlo togliendosi una scarpa, un orecchino o un guanto.
  • Uscendo dalla casa paterna la sposa deve mettere davanti prima il piede destro!
  • Lo sposo invece, dopo essere uscito di casa alla volta della Chiesa, non deve tornare indietro per nessun motivo. Se ha dimenticato qualcosa che mandi qualcun altro!
  • Incontrare un poliziotto, un medico, una suora o un cieco mentre si va in chiesa è poco favorevole.
  • Si dice “Sposa bagnata sposa fortunata”. Ma questo è solo un debole tentativo per lenire il nervosismo di una sposa che vede inzupparsi un immacolato abito da sogno…

DURANTE LA CERIMONIA E IL RICEVIMENTO.

  • Attenzione alle fedi! Se cadono durante la cerimonia non chinatevi mai a raccoglierle, a farlo deve essere solo chi celebra il rito!
  • Alla fine della cerimonia lui dona a lei una spiga di grano, segno di fertilità. In cambio, la sposa offre un rametto d’ulivo alla suocera per scacciare eventuali discordie future.
  • La (tremenda) usanza di suonare il clacson durante il corteo nuziale deriverebbe dalla convinzione, così facendo, di mettere in fuga gli spiriti malvagi. Mah…
  • Gli sposi tagliano la torta tenendo insieme il coltello: la mano sinistra di lei va su quella di lui.
  • Gli invitati devono sempre accettare e mangiare una fetta di torta nuziale. Non farlo porta sfortuna (non è ben chiaro se agli sposi o agli invitati stessi).
  • BONUS!! Se durante il ricevimento qualcuno rompe un piatto o un bicchiere annulla tutti gli eventuali presagi sfavorevoli verificatisi durante la giornata. Non barate: la rottura deve essere involontaria, altrimenti non vale!

A RITO CONCLUSO.

  • Varcando la porta di casa, lo sposo deve prendere in braccio la sposa. Si usava così già nell’Antica Roma per evitare che nell’emozione del momento la sposa inciampasse sulla soglia;  sarebbe stato presagio infausto, segno di accoglienza negativa da parte delle divinità della casa.
  • Il letto degli sposi deve essere stato preparato da due ragazze nubili (in segno di purezza).
  • La camicia da notte deve essere regalata e assolutamente non acquistata dalla sposa.
  • E infine, spose, siate previdenti e conservate una fetta di torta nuziale. La mangerete insieme per festeggiare il primo anniversario e sarà garanzia di fedeltà coniugale!

Buona fortuna!

Per le immagini:

Michela

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Ricordo di un matrimonio berbero: quando il sì diventa un ricordo prezioso

Dopo un viaggio ci vuole un ricordo e il ricordo di solito è un pensiero felice, un’emozione che non tornerà più. Anche io ho bei ricordi e oggi ve ne voglio dedicare uno.

Correva l’anno 2006 (è sempre bello quando una storia inizia così, no?) ed era l’estate della mia laurea, un’estate piena di emozioni, di sorrisi, di obiettivi e di nuovi amici. Un’estate piena. L’estate del mio Marocco, del sole intenso e delle cammellate nel deserto. Un’estate di sogni e di grandi prospettive. Un’estate in cui assaporai per la prima volta la cultura araba, in cui vidi da vicino un mondo totalmente diverso da quello in cui ero sempre vissuta. Donne coperte, visi solo immaginati, occhi intensi e sguardi curiosi. Era l’estate in cui vidi per la prima volta uno, anzi due matrimoni marocchini!

Ci capitai per caso, come se fosse la cosa più normale del mondo. Quattro stranieri di cui una di sesso femminile, io, vennero invitati come ospiti d’onore alla cerimonia più bella per una donna: il giorno del suo sì. Ma vi rendete conto, guardate che non capita a tutte di assaporare così da vicino un momento tanto intimo e allo stesso tempo così partecipativo. Era il terzo giorno della cerimonia – sì perché in Marocco i matrimoni possono durare fino a sette giorni – e fummo invitati perché la nostra guida Said ci aveva preso sotto la sua ala protettrice e voleva che conoscessimo i suoi amici.

Ci vestimmo più eleganti possibile: essendo partiti con scarpe da ginnastica e pantaloncini comodi fu difficile trovare degli abiti opportuni ma ci vestimmo alla meglio e portammo un dono agli sposi. Un dono simbolico perché in queste situazioni non si sa mai cosa sia più opportuno regalare. Per me fu del tutto inutile prepararsi con i vestiti migliori perché quando arrivai decine di donne berbere mi portarono via dai miei amici e mi trascinarono in una stanza lontana. Non capivo cosa volessero da me quelle sconosciute, non parlavano la mia lingua né io la loro e sentivo solo urla strane e fischi mai sentiti uscire della loro bocche. In pochi minuti mi strapparono i vestiti di dosso e mi rivestirono con abiti tradizionali e trucco sotto gli occhi. Ero una di loro, ero un’invitata e ci tenevano che fossi bella e a mio agio…ci riuscirono!

Mi sembrava una favola in cui io ero stata catapultata per gioco, era tutto magico, mi sentivo una principessa fino a che non vidi lei, la sposa più bella che avessi mai visto! Una bambina, avrà avuto 18 anni, forse anche meno. Occhi truccati con un kajal pesante, abiti lussuosi ancora più evidenti nella povertà circostante e persino una corona in testa. Solo dopo seppi che gli abiti erano stati affittati e i gioielli prestati. Una sposa bellissima che faceva la sua entrata per la prima volta tra gli ospiti riuniti. Una sposa che stava per vedere per la prima volta il suo futuro marito. Per la prima volta… vi rendete conto? Potremmo mai noi nel nostro mondo fatto di lusso e di eccessi comprendere veramente una tradizione come questa? Io non credo. Lei era bella, giovane e aveva tutta la vita davanti. Lui avrà avuto il doppio della sua età, timido e impacciato. Ma che avranno avuto in comune quei due? Me lo sono chiesta per tutta la cerimonia ma anche questo era il bello di un matrimonio sconosciuto.
Ripenso ancora ogni tanto a quei due sposi e quel giorno in cui delle donne berbere mi vestirono a festa per partecipare con loro alla gioia del dire SI! Ripenso ancora alla nostra guida Said che ci ha fatto il regalo più bello dell’estate. Ci ha fatto conoscere davvero che cosa volesse dire vivere il Marocco. Alzare una tenda fatta di tappeti per la strada, apparecchiare dei tavoli di plastica con i cibi più buoni della cucina povera marocchina e iniziare la festa.
I matrimoni sono anche questo, la semplicità di chi non ha bisogno dello sfarzo per dire che ci si ama. Un matrimonio berbero ti rimane nel cuore e quegli odori, quelle spezie e quei colori non te li scordi più.

Carlotta

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Amore, vuoi una tazza di tè?

Oggi piove, fa freddo e io sto qui come ogni pomeriggio con la mia tazza di tè tra le mani. Mentre bevo penso all’eleganza di un’epoca passata, all’Inghilterra, a crinoline e tazze da tè.

… l’English afternoon tea. E pensare che era nata solo come un’abitudine solitaria! Era lo spuntino a base di tè & dolci che a inizio 800 la Duchessa di Bedford si faceva servire nel suo boudoir ogni pomeriggio… e ora è la quintessenza della tradizione inglese.

Ma il famoso tè anglosassone non potrebbe essere anche il fil rouge di un ricevimento di nozze? Proviamo! Bisogna recuperare l’atmosfera magica e lontana della campagna inglese. Romanticismo e poesia in una cornice sofisticata.

Orario – è la cosa più semplice: rigorosamente alle 5 p.m.!

Ambientazione – affascinante! D’estate l’ideale è un giardino lussureggiante (o più rustico, dipende dai gusti), d’inverno il salone di una vecchia dimora, magari un castello.

Suggestioni sparse – tovaglie candide, fini porcellane, ghirlande, tessuti provenzali, preziose posate d’argento, fiori freschi come centrotavola, tazze diverse una dall’altra dal vago sapore retrò, colori pastello, la melodia di un’arpa o di un pianoforte in sottofondo, rose (inglesi, naturalmente!), pizzi delicati, sedie in ferro battuto, fiocchi.

Menù: un maestoso buffet di cibi dolci e salati, serviti insieme in una fantasiosa alternanza di sapori e colori. Tra i dolci: cupcakes multicolori, montagne di biscotti al burro, piramidi di piattini colmi di pasticcini assortiti, torte al limone e alla meringa, muffin, creme, crostate, praline, panna montata, cioccolata e ogni sorta di dolce prelibatezza. Il salato, altrettanto ricco, è fatto di stuzzichini, quiche, tramezzini mignon, insalata russa, torte rustiche, pane tostato al burro, formaggi, sandwich al salmone, al pollo, al cetriolo… E ancora, cesti di frutta, muesli, marmellate e salse aromatizzate.

Poi, lì accanto, naturalmente un tavolo imbandito dedicato esclusivamente al . E’ lo spazio della degustazione. Tè verde, blu, nero o bianco, nelle varietà più insolite e pregiate. E per addolcirlo e personalizzarlo a proprio gusto, un’ampia scelta di zollette di zucchero, latte, fettine di limone, cannella e spezie. Per rendere il tutto più particolare si possono prevedere dei “Maestri del Tè” che aiutino gli ospiti a sperimentare gli abbinamenti più insoliti di aromi e gusti e a scoprire l’arte segreta della bevanda.

Dettagli: attenzione, il tè deve essere dappertutto! Quindi bisogna prevedere partecipazioni custodite in bustine di tè, tazze decorate come segnaposto, teiere trasformate per l’occasione in vasi di fiori (magari gli stessi che compongono il bouquet della sposa), miscele insolite per dare i nomi ai tavoli e infine, come bomboniere per gli invitati, gadget a forma di teiera, scatoline con miscele aromatiche, cucchiaini d’argento o piattini a tema.

L’importante è non dimenticare le parole d’ordine: Romanticismo, Fantasia, Favola, Eleganza.

P.S. Ma il tè non è solo rose, pizzi e magia… è molto di più! E pur restandone comunque il protagonista, può imprimere tutt’altro aroma al vostro ricevimento di nozze. Ma questa è un’altra storia (…e ve la racconterò domenica prossima!)

Fonti d’ispirazione per le immagini:

Michela

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Due volte sì

Se sposarsi è una scelta d’amore che porta con sé affetto e complicità, sguardi d’intesa che durano negli anni, silenzi pieni di significato e parole a riempire ogni spazio, risposarsi ha forse un significato ancora più profondo: trovarsi non è facile, scegliersi per due volte nella vita ancora meno! Quanto romanticismo in questo bis d’amore!!!

Quando l’altro giorno ho letto questo articolo e visto il video “regalato” ai genitori da Luca Fiorini mi sono ritrovata immediatamente circondata da un’atmosfera romantica e dolce.

La potenza della scrittura e dei video, di canzoni e vecchie foto: un mix semplice che sa colpire dritto al cuore; l’immagine di questi due genitori con ancora vivo l’amore nei loro occhi che si presentano a un figlio mano nella mano per chiedere la sua benedizione   si è improvvisamente materializzata di fronte a me tra cuori e sorrisi.

Se sposarsi alla presenza di un figlio che fa da paggetto è un’immagine d’amore che lascia il segno, farlo  a distanza di anni con figli adulti e magari con una piccola schiera di nipoti a fare da cornice lo è per certi versi ancora di più.

La conclusione di questo discorso tutto cuore e amore? Il matrimonio può essere arricchito da tanti dettagli speciali ma niente lo sarà più di quella fede resa di nuovo splendente da un amore rinnovato e sancito di fronte ai figli ormai adulti!

Chiara

Foto di:

- manolobrides

- telegraph

- picasa

- worth1000

- pastthemoon

 

 

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Matrimonio all’italiana… quando la fuitina era la regola!

Oggi vi voglio raccontare una storia, una leggenda o forse una favola del passato.
Molti anni fa in un piccolo paesino del sud Italia vivevano un ragazzo e una ragazza. I due giovani non si erano mai conosciuti fino alla festa di primavera, quando tutto il paese aveva ballato, riso e mangiato per una sera intera.
I due ragazzi si erano guardati e si erano sorrisi, sempre attenti agli sguardi indiscreti di parenti ed amici che li osservano con curiosità e un pizzico di malizia.
Erano passati pochi mesi da quel giorno quando il giovane carbonaio si presentò alla porta della ragazza e chiese la sua mano al padre di lei. La risposta fu categorica: “No, mia figlia si merita di più di un semplice carbonaio”. Al ragazzo non rimaneva che una sola cosa, fuggire con la sua amata. Organizzò il “rapimento” con la complicità dei suoi parenti e al momento propizio prelevò la ragazza e la condusse in un paese lontano e lì rimasero 3 giorni e 3 notti

“Scandalo!!”
, si sentì gridare per le vie del centro! “Tu hai disonorato mia figlia ora devi prenderti le tue responsabilità!”.
Un ragazzo e una ragazza camminavano insieme attraverso la navata della loro chiesa, felici perché il loro sogno d’amore si era realizzato.
Non è una favola, non è una leggenda, ma è vita vissuta. Una storia familiare che forse accomuna molti di noi e molte famiglie del sud, la famosa “fuitina”, unico rimedio per coronare il sogno d’amore dei giovani che non potevano unirsi in altri modi. Il matrimonio fino a metà del secolo scorso era anche questo. Non c’era la libertà che c’è oggi e non c’era sempre il benestare dei parenti… ma l’Italia è anche questo, una contraddizione che si fa dogma.

"La ragazza con la pistola"

P.s.: i due giovani poi sono stati felici per tanti anni e hanno avuto una famiglia bella e numerosa… se pensate che sono l’ultima di 23 cugini!
P.p.s.: per chi non lo avesse mai visto, guardate il film “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli, con una bellissima e bravissima Monica Vitti e capirete molto meglio…

Carlotta

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Decorare in un pomeriggio d’estate (ovvero “La vendetta è un fiore che va servito freddo”)

Fare da soli non serve solo a risparmiare, è anche un’occasione importante per stringere rapporti e rinsaldare legami. Soprattutto in vista di un giorno speciale. Penso alle amiche, alle cugine, alle zie e alla suocera che, quando si tratta di matrimoni, hanno sempre qualcosa da ridire (spesso verso la sposa): «Non mi ha coinvolto abbastanza», «Io avrei fatto così», «Ha speso un sacco di soldi per una cosa che poteva farsi benissimo da sola»… insomma, ognuna dice la sua e spesso a spropositoMa voi potete fregarle tutte, spendendo poco e rendendo la loro vita un inferno. Come? Ho il tutorial perfetto per vendicarvi: i fiori di carta.
L’ho scovato su un blog che è sempre una fonte di ispirazione, Bliss!, e dopo un rapida occhiata avrete più chiaro il concetto di “sbattimento”: tagliettini, pieghette, arrotolamenti, la ricetta perfetta per fare sudare le malelingue in un torrido pomeriggio d’estate. Con la scusa di risparmiare e di creare un’occasione carina per stare insieme e collaborare alla perfetta riuscita del sacro evento, vi godrete la vostra rivincita e non solo: otterrete senza fatica decine di colorati fiori di carta con cui decorare quello che vorrete.

Alessandra

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