sette spose

Il padre della sposa

Scena: interno giorno. Una calda, caldissima giornata di Ottobre. La casa è in fermento, tutti si spostano febbrilmente da una stanza all’altra perché tutto sia più che perfetto: il parrucchiere ha appena ultimato la sua opera, il trucco è a posto, i fiori sono nel frigorifero, l’auto – brillantissima e elegantissima – è già parcheggiata di fronte all’ingresso.

E’ quasi ora: la sposa deve vestirsi.

La mamma e la damigella assistono alle operazioni: l’abito, meraviglioso nella sua semplicità, viene scartato, ammirato, e indossato. Sorrisi, lacrimoni (no, i lacrimoni no, per carità, ché si scioglie tutto!), parole sussurrate.

Nel momento fatidico, l’intoppo. I BOTTONI! Oddio, non si riesce in nessun modo a chiudere i bottoncini, “sono troppo duri, le asole sono troppo strette!”. Nessun problema… l’abito ne ha solamente millemila!!!!!!!!!! Grida, crisi isteriche, panico allo stato puro. Mamma e damigella desistono prima di iniziare. Sposa basìta.

E poi… e poi interviene con saggezza, pazienza, calma, attenzione e manualità lui: il padre della sposa. Con cura amanuense e sangue freddo chiude uno ad uno i suddetti millemila bottoni. Non solo: tranquillizza nell’ordine madre, damigella e sposa (che, pur nel panico, mantiene la lucidità). In pochi, eterni minuti l’opera è compiuta.

E il padre può accompagnare la sposa all’altare.

Buona festa a tutti i papà delle spose.

Francesca

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Ian Stuart veste le spose e le loro mamme

Per chi non avesse avuto ancora il piacere di conoscere uno degli stilisti inglesi più famosi, vi presento Ian Stuart, specializzato in abiti da sposa, che dal 2004 al 2007 ha vinto il premio di miglior designer per spose e stilista dell’anno per il the Bridal Buyer Awards.
 
Mi chiedevo perciò quale fosse il tocco speciale e personale nei suoi abiti per meritare tale attenzione e successo: ebbene, Ian disegna abiti veramente per ogni tipo di stile e gusto.
 
Dopo aver iniziato la sua carriera in Bellville Sassoon, dove si è specializzato in abiti da sera per l’alta aristocrazia e le famiglie reali, e dopo esperienze anche a Londra e NY, Ian ha deciso di creare un suo proprio brand. Questo gli ha permesso di concentrarsi sul creare collezioni di abiti da sposa innovativi e senza compromessi. E’ questa la caratteristica principale dei suoi abiti.
 
La sua maggiore preoccupazione è quella di fornire alle spose la selezione di stoffe, colori e modelli più lussuosi e originali possibili per premettere loro di vedere incarnato al meglio dall’abito da sposa il proprio stile individuale. Descritto come teatrale e provocatorio, le sue spose sono un riflesso della sua visione della vita, che trova ispirazione nella musica, nel teatro, nella vita notturna e che assorbe elementi della cultura che lo circonda. Sono perciò collezioni contemporanee, fantasiose, originali e create con tessuti unici e meravigliosi: questo gli permette di creare abiti non legati a tradizionalismi e consuetudini inglesi, ma anzi tali da conquistare un pubblico molto vario e spose da qualsiasi parte del mondo.

La sposa secondo Ian Stuart

Stesse caratteristiche hanno i vestiti da lui creati negli ultimi anni per le madri delle spose. Si sa che anche le mamme vogliono avere un abito speciale per  quel giorno e non è mai facile trovare il giusto compromesso tra abito da sera e da cocktail, troppo pomposo, colorato o solo non propriamente indicato. La sua collezione offre abiti dallo stile estremamente femminile, ma elegante e raffinato ed in tessuti come la seta metallizzata, che li rendono unici e speciali. Proprio adatti per un’occasione del genere e per chi cerca un vestito con quel qualcosa in più.

La mamma della sposa vista da Ian Stuart

Per le foto e per approfondimenti:


Giorgia
 

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Mascheriamoci: da sposa o da mimosa?

Oggi è un doppio 8 marzo: perchè si celebra la Festa della donna, tradizione legata a un fatto molto triste (la morte di tante giovani donne operaie proprio 100 anni fa) per cui si cerca di ricordare che l’universo femminile va tutelato e rispettato. Si cerca.     

Oggi però, in questo 2011, si festeggia anche l’ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso dedicato agli ultimi fuochi delle pazzie carnevalesche, alle feste in maschera, agli scherzi e alla dissolutezza alimentare (tra dolci fritti e brindisi a go go). Le mie colleghe 7spose, oggi, hanno scritto di mimose, di festeggiamenti tutti al femminile, di grandi donne che hanno fatto la storia: tutti temi che rimandano alla Festa della donna e al matrimonio. Giorgia, dal canto suo, ha raccontato del martedì grasso in stile londinese, con suggerimenti divertenti e fuori dal comune per le maschere in coppia dei futuri sposi.     

A me, oggi, piacerebbe trovare un trait d’union tra tutti questi festeggiamenti, per un post che parli di matrimonio – siamo sempre 7spose, no? – di festa della donna e di carnevale… come fare? Semplice, date un’occhiata a queste idee per i costumi di carnevale di grandi e bambini…     

Proposta N.1: mascheriamoci da sposa!         

Proposte per piccole spose di carnevale


Proposta N.2: il costume da mimosa fai da te!

Un costume da mimosa fai da te

Buon “martedì grasso della donna!” :)    

Francesca  

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Come provare, sopravvivere e (semmai) scegliere l’abito da sposa

Vi capita mai, fissando il vostro silkepil alla ricerca di un valido motivo per usarlo, di pensare che quella mattina potreste prendere una brutta storta e quindi essere costrette a scoprire parti del corpo che avreste voluto lasciare coperte un giorno in più? Ecco: provare un abito da sposa è un po’ come prendere una storta. Con le dovute differenze: una storta non potete prevederla, la prova di un abito sì. L’incontro con il vostro abito da sposa potrebbe avvenire in qualsiasi momento – è vero – ma è meglio se succede su appuntamento. Tra i tanti vantaggi, con un appuntamento ad esempio avrete il tempo di pensare a cosa indossare sotto per non sentirvi a disagio con le solerti commesse del negozio che studieranno e misureranno ogni centimetro del vostro corpo.

Ma non è solo per le commesse. Spesso è anche per la futura suocera, la futura nuora, le amiche del cuore e tutto il parterre che assisterà all’evento. Infine anche per voi. Può sembrare un’argomentazione brutale, ma non credo che a qualcuna piacerebbe sentirsi metà cigno metà pinguino. Datemi retta: per un giorno lasciate a casa le calze da 70 denari e gli stivali neri senza tacco, armatevi di silkepil e di un paio di scarpe col tacco. Diluite l’emozione facendo magari un corroborante e profumato bagno caldo, assaporando ogni minuto, dopodiché scegliete un intimo sobrio, bandendo perizomi striminziti o l’intimo da jogging.

Abbiamo guardato, tirando lunghi sospiri, le nostre amiche sfilare verso l’altare, splendide nei loro vestiti bianchi cangianti. Abbiamo sognato ad occhi aperti, almeno una volta, ammirando le meravigliose creazioni di Vera Wong. Abbiamo finto di non interessarci alle invitanti vetrine del negozio di abiti da sposa a due passi dall’ufficio, durante la pausa pranzo. Abbiamo fantasticato su come potesse essere indossarne uno, anche solo per giocare. Insomma, tutto abbiamo pensato, tranne che quando sarebbe successo non saremmo state tecnicamente preparate a un evento del genere: non roviniamo tutto per un paio di calze bucate o per la pigrizia di non stendere qualche striscetta di cera.

Storte a parte, tra i preparativi del matrimonio, scegliere l’abito da sposa è sicuramente quello più divertente ed emozionante: vi augura di trovarlo presto e in perfetta sintonia con il vostro gusto e poi, una volta trovato, di ripensare con malinconia anche a quella fase ansiogena che ha preceduto la scelta e che ci accomuna tutte.

Alessandra

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