Scena: interno giorno. Una calda, caldissima giornata di Ottobre. La casa è in fermento, tutti si spostano febbrilmente da una stanza all’altra perché tutto sia più che perfetto: il parrucchiere ha appena ultimato la sua opera, il trucco è a posto, i fiori sono nel frigorifero, l’auto – brillantissima e elegantissima – è già parcheggiata di fronte all’ingresso.
E’ quasi ora: la sposa deve vestirsi.
La mamma e la damigella assistono alle operazioni: l’abito, meraviglioso nella sua semplicità, viene scartato, ammirato, e indossato. Sorrisi, lacrimoni (no, i lacrimoni no, per carità, ché si scioglie tutto!), parole sussurrate.
Nel momento fatidico, l’intoppo. I BOTTONI! Oddio, non si riesce in nessun modo a chiudere i bottoncini, “sono troppo duri, le asole sono troppo strette!”. Nessun problema… l’abito ne ha solamente millemila!!!!!!!!!! Grida, crisi isteriche, panico allo stato puro. Mamma e damigella desistono prima di iniziare. Sposa basìta.
E poi… e poi interviene con saggezza, pazienza, calma, attenzione e manualità lui: il padre della sposa. Con cura amanuense e sangue freddo chiude uno ad uno i suddetti millemila bottoni. Non solo: tranquillizza nell’ordine madre, damigella e sposa (che, pur nel panico, mantiene la lucidità). In pochi, eterni minuti l’opera è compiuta.
E il padre può accompagnare la sposa all’altare.
Buona festa a tutti i papà delle spose.
Francesca
