sette spose

Chi accompagna la sposa?

Detta così, la domanda farebbe pensare a un’ovvia risposta: il padre della sposa (accompagna la sposa) all’altare. E invece ci sono tantissime occasioni in cui la sposa va accompagnata, guidata, indirizzata e sostenuta, prima del fatidico ingresso in chiesa/municipio per il sì.

Una di quelle più delicate ma anche, per tutte le mamme-amiche-sorelle-testimoni, sicuramente una delle più divertenti, è senza dubbio la prova dell’abito da sposa. A cominciare dalla scelta dell’atelier giusto, fino alla decisione sull’abito dei sogni, per finire con le minimo 3 prove da cui non si fugge, la sposa va accompagnata nella sua scelta con costanza, pazienza (tantissima) e quel pizzico di emozione e compassione (nel senso letterale del termine: provare passione insieme a …) che rendono l’evento unico nel suo genere.

"La prova dell'abito da sposa" - Gaele Covelli (1902)

La questione fondamentale è una: la sposa deve selezionare una o più persone che faranno da personalissimo pubblico durante il tuor degli atelier, prima, e durante le sfilate con l’abito scelto, poi. E la selezione deve necessariamente essere fatta pensando alla serenità e alla tranquillità con cui certi momenti vanno vissuti.

Quindi: l’importante è farsi accompagnare da qualcuno di davvero fidato, qualcuno che sia quel tanto implacabile da non avere remore a dire “No, con questo sembri una meringa con i piedi” ma anche quel tanto sensibile da rendersi conto che, a volte, è meglio mordersi la lingua (soprattutto se durante l’ultima prova del vestito da sposa c’è un bottone disallineato ma la sposa ha il ciclo ed è tesa come una corda di violino…). Se questo personaggio mitologico (metà Freud-metà Anna Wintour) non esiste, è bene che la sposa crei un gruppo di sostegno piuttosto variegato, in modo da cogliere il meglio in ognuna delle accompagnatrici.

Mamma o amiche?

Quali sono, solitamente le candidate?

1. La mamma (a proposito, già che ci siamo… buona Festa-della-Mamma a tutte le mamme delle spose… e pure a tutte le spose mamme! n.d.R.) – perfetta se non è un “modello” dalla lacrima troppo facile (rischio allagamento).

2. La/Le sorella/e – sempre un punto di riferimento con la P maiuscola, ideali anche per richieste impossibili (tipo: mi puoi andare a prendere le scarpe a casa chè le ho dimenticate per la prova? Non possono proprio dire di no!)

3. La migliore amica - il cult del cult. Non c’è prova d’abito se non c’è migliore amica. Un po’ rischioso se la suddetta è appena uscita da una storia millenaria (a un passo dall’altare…).

4. La testimone di nozze - di solito coincide con il punto 3…

5. Il migliore amico – perchè no? Ci sono uomini con un senso del gusto molto spiccato (e non necessariamente gay) e con un senso della praticità sicuramente più sviluppato (“Bello?” – “Sì. Andiamo”)

Per le foto:

Francesca

 

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Venghino signore e signori! Il matrimonio Burlesque ha inizio

Le mode, si sa, ci mettono un attimo a strabiliarti e a bussare alla tua porta. Prima c’erano gli spogliarelli, quelli che derisi, allontanati, che facevano strabuzzare gli occhi. Oggi invece bastano due piume, un sorriso ironico e eccolo che ti ha trafitto… il Burlesque ci ha fregato e ci ha ammaliato. Piume, lustrini, tacchi a spillo e colori vivaci, non è il circo, ma una performance erotico/parodistica.

Il Burlesque è spettacolo allo stato puro, è divertente ed ironico nella sua sensualità. Si gioca con i colori, con gli accessori e con gli eccessi. Punto importante del Burlesque è l’esagerazione, la “presenza scenica”. Amici non trovate che somigli in maniera esagerata al giorno ideale del matrimonio? Sipario, allora: che lo spettacolo abbia inizio!

Il matrimonio Burlesque ha già preso piede in America, patria del conflitto e dell’esagerazione e confido, anzi spero, che presto le nuove generazione di giovani coppie europee approfitteranno della moda per importarla anche qui da noi.

Il 2010 ha portato una ventata di novità da questo punto di vista, i negozio di accessori e gadget hanno notato un leggero aumento nelle vendite del materiale piumato, come lo chiamo io. Lo confesso: io stessa sono stata colta da raptus frenetico e sono corsa in giro per Roma alla ricerca matta e disperata (come direbbe Leopardi) di accessori piumati.

Pensate al vostro matrimonio Burlesque. Piume piume e ancora piume. La sposa e le sue testimoni sarebbero un vero spettacolo di erotismo sensualità e divertimento. Abiti piumati e guanti di pizzo nero o fucsia.

Facciamo un piccolo elenco per capire quali cose sono necessarie e come abbinarle tra di loro.

  1. Cerchietto di piume;
  2. Cappello con veletta misto a paillettes;
  3. Bustino;
  4. Scarpe con stringhe;
  5. Trucco da sera

 

Ovviamente, la sposa se vuole potrà attenersi alla tradizione del bianco, unendo però gli accessori tra di loro con colori tenui, sempre se non vuole esagerare. Tutto l’opposto delle testimoni che dovranno essere la ciliegina sulla torta.

Burlesque show… che il sipario si alzi! Arrivano i protagonisti.

Fonti e ispirazione:

Carlotta

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Da Sissi a Catwoman: tante spose, tanti stili

Siccome mi piace stupirvi con effetti speciali e ho chiamato anche i creatori di ET, ma il telefono risultava sempre occupato, allora mi sono messa d’impegno e ho fatto di testa mia. Voglio farvi divertire un po’ oggi con qualche idea stravagante per un look a tutti brio.

Cinque idea particolari e anche divertenti per un abito da sposa molto particolare.

Stile Katharine Hepburn. Sei una donna che non deve chiedere mai? Tutta ambizione e carriera allora il tuo stile ideale per il tuo abito da sposa è caratterizzato dalla praticità che solo un pantalone ti può dare. Sarai comoda a tuo agio e potrai dire senza problemi, In ufficio con questi pantaloni sarò un figurino. Parola di Katharine.

Stile Principessa Sissi. Se da piccola passavi le ore a vedere in tv i film sulla principessa Sissi, beh cara mia per te non c’è scampo. Il tuo secolo è quello sbagliato perché l’800 è finito da un po’, ma puoi sempre riviverlo con un abito da sposa spumeggiante e vaporoso. Organza e tulle ti inonderanno e il tuo velo non potrà che essere kilometrico. Parola d’ordine “paggetti venite  a me”.

Stile Catwoman. Ti senti una moderna catwoman, una donna che sa di poter affascinare e ammaliare solo con il potere dello sguardo…allora cara mia osa e fallo in grande stile con un abito da sposa stile sottoveste che risalti il tuo fisico e le tue forme accompagnato da vertiginosi tacchi a spillo. Il loro grido di battaglia “The show must go on oppure The shoe must go on”.

Stile Galadriel. Ora ci sono le donne fantasy, le moderne fate Morgana, ammaliatrici di uomini e creatrici di filtri d’amore. Per loro l’abito nuziale ideale è leggenda e mistero, sono donne eteree, e il look consigliato è quello di drappeggi e forme morbide che non fascino, ma rendano lo spettatore attratto dal volteggiare delle stoffe.

Stile Venere. Dai ragazze divertiamoci ancora un po’ e sogniamo soprattutto. Torniamo ancora più indietro nel tempo. Questa è per tutte le donne che amano la storia e le dinività. I racconti ed i miti che ci sono stati tramandati. Immaginiamo un abito da sposa stile antica Grecia, veli leggeri che si alzano e fluttuano mentre camminiamo lungo la navata. Per quelle donne che amano dire “A me gli occhi please!”.

A quali di questi stili pensate di avvicinarvi di più? Io ci ho già pensato ma voglio prima saperlo da voi.

Ho preso ispirazione da:

Carlotta

 

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Elizabeth Emanuel: una stilista di abiti da sposa in England

Considerando gli stilisti inglesi più famosi per il design di abiti da sposa, inizierò dalla più conosciuta per eccellenza, ovvero Elizabeth Emanuel. In giorni come questi, in cui non si fa che parlare del prossimo matrimonio del principe William, questo nome è tornato nuovamente in circolazione. Elizabeth Emanuel ed il futuro marito infatti avevano disegnato proprio il vestito da sposa per Lady D, un vestito rigorosamente bianco, ma pomposo e molto scenico,  dal lunghissimo e famosissimo strascico. Il gossip inglese dice che la stilista sia stata scelta dopo il successo  del suo precedente vestito indossato da Lady D in una delle sue prime apparizioni, e che la rese famosa in tutta Inghilterra donandole una luce totalmente nuova.

Stranamente dopo questo grande successo  per la stilista si sono susseguite diverse disavventure (tra cui il divorzio e la bancarotta) che non le hanno permesso di mantenere la fama raggiunta. Elizabeth è comunque piano piano riuscita a risalire la china e a guadagnarsi la stima di altre famose star quali Elizabeth Hurley, Helena Bonham Carter, Charlize Theron e Sharon Osbourne.

Lo scorso settembre Elizabeth ha girato definitivamente pagina, tanto da creare una nuova collezione totalmente da sola e proposta con la nuova label “Art of Being” e presentata all’ultimo London Fashion week.

Qui il sito dove potete anche ammirare i suoi nuovi modelli e ispirazioni che vanno oltre i vestiti da sposa: http://www.elizabethemanuel.co.uk/

La collezione in questione è stata disegnata con un intero nuovo team di creativi, in meno di un mese e pur muovendosi dallo stile anni ’80, suo segno distintivo, sicuramente non manca di originalità. Nel sito potete trovare molti disegni di abiti da sposa, che nonostante le nuove linee ed i corsetti acuminati, mantengono un taglio sempre molto pomposo e ricco di decori e arricciature, per non passare assolutamente inosservate.

Potrebbe essere lei  la stilista più adatta per creare il vostro vestito da cerimonia? Se avete sempre adorato le favole e vi siete immaginate come una principessa davanti all’altare, vi posso assicurare che questi vestiti potranno sicuramente rendere il vostro sogno realtà, aggiungendo anche un tocco di modernità.

Chissa’ se Kate si immaginava proprio cosi… lo scopriremo presto.

Giorgia

Per approfondire:

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L’abito da sposa? E’ quello della mamma

Ammettiamolo: “lui” è stato uno dei nostri primi amori. Fin da piccole gli abbiamo lanciato sguardi languidi e abbiamo segretamente desiderato che potesse essere tutto nostro… Abbiamo aspettato di crescere abbastanza per poterlo “fare nostro” e adesso che siamo a un passo dall’altare, la domanda nasce spontanea: perché no? Tranquille, non parlo del figlio del vicino di casa (anche se non era niente male, giusto?), ma dell’abito da sposa della mamma!

Dite la verità! Tutte noi almeno una volta, da piccole, abbiamo implorato le nostre madri perché ci permettessero di indossarlo: ovviamente, completo di tutti gli accessori del caso, dal velo ai guanti fino anche alle scarpe (per le più fortunate le cui madri, meticolosamente, le avessero conservate insieme all’abito)! E che emozione incredibile (a 10 o 12 anni, in piena fase pre-adolescenziale) vedersi nello specchio con quell’abito bianco lunghissimo ma perfetto? Sniff… asciughiamo in coro la lacrimuccia e veniamo a noi!

Un’idea diversa di affrontare l’annosa questione abito-da-sposa, soprattutto per le spose dell’ultimo minuto, quelle che decidono dall’oggi al domani la data delle nozze e non hanno troppo tempo e testa per girare mille atelier alla ricerca del vestito perfetto che più perfetto non si può, è proprio quella di chiedere nuovamente alla mamma di poter indossare il suo abito da sposa. Questa volta, però, non sarà solo per una sfilata privata davanti allo specchio con occhio sognante: il vestito da sposa della mamma si trasformerà, come nella favola di Cenerentola tra le mani sapienti dei sarti-topini, nell’abito della figlia!

Se vostra madre acconsente e, soprattutto, se il modello del suo abito pensate possa fare al caso vostro, il gioco è fatto! Con qualche aggiustatina, accessori nuovi di zecca per personalizzare l’abito e sentirlo ancora più vostro, sarete perfette per calcare le scene e far cadere ai vostri piedi lo sposo!

il fascino discreto del vestito da sposa della mamma

I vantaggi? Avrete una madre stra-felice (perché, sappiatelo, poche mamme hanno il coraggio di proporlo alle figlie, ma è il sogno segreto di tutte!) e risparmierete prove su prove in atelier e negozi di abiti da sposa ai quattro capi della città!

p.s. Un piccolo consiglio, molto personale: se il vestito di vostra mamma non è proprio del modello che sognate, se per indossarlo va stravolto, scucito e ricucito dieci volte, se ha venti metri di strascico e voi sognate di sposarvi con un abitino corto anni Cinquanta… beh, forse è il caso che lo lasciate dov’è (nel baule dei ricordi meravigliosi dell’infanzia) e vi concentriate sulla ricerca di un vestito tutto nuovo!

Francesca

Per le foto:

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Velo: sì o no?

velo sì o no

Forse non dovremmo considerarlo un accessorio visto che tutte noi, quando da bambine disegnavamo l’abito da sposa dei nostri sogni, lo facevamo sempre e comunque con il velo. Imprescindibile ai tempo delle nostre nonne, oggi viene considerato poco moderno da alcune spose che ci rinunciano per rendere più easy il vestito scelto. Chi invece ha uno stile romantico, continua a innamorarsi della propria immagine riflessa nello specchio che rimanda il viso coperto dal velo e gli occhi velati di lacrime.

Dunque, velo sì o velo no? Oggi le scelte degli abiti sono così tante e variegate che dare una risposta univoca sembra impossibile: tutto dipenderà dalla scelta dell’abito. Presa questa decisione, vi sarà facile capire se e come abbinarlo o se prendere in considerazione una soluzione alternativa: esistono infatti abiti che vengono “smorzati” dal velo e altri (molti, in verità) che vengono impreziositi da questo accessorio. L’ampia varietà di proposte che atelier e stilisti propongono possono mettere in crisi: vi consolerà però certamente ricordare che la scelta del velo può essere rimandata rispetto a quella del vestito. Prendere un po’ di tempo vi aiuterà a schiarirvi le idee…

Lungo strascico per uno stile classicamente romantico, corto e sbarazzino per una sposa giovane; di pizzo o bordato da un colore in leggero contrasto, appuntato sulla nuca o tirato in avanti con un tocco di mistero; a mantello e a scialle, fermato da coroncine o da forcine invisibili. Anche la scollatura del vestito può fare la differenza e semplificarvi la decisione. Regola generale è che gli abiti “ricchi” e dal tessuto importante (come il pizzo) richiedano un velo semplice mentre quelli più lineari e senza fronzoli possono essere resi particolari da un velo elaborato.

Diverso il discorso se avete un velo che viene tramandato di generazione in generazione: in quel caso infatti bisognerà scegliere un vestito che si intoni per colore e per stile. Ma questo è un altro post…

Chiara

(foto di weddingbedazzle)

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